Lorenzo Benedetto: "A 21 anni da Sarno il 91% dei comuni italiani è a rischio"

A lanciare l'allarme, in occasione dell'anniversario dell'alluvione che colpì i comuni di Sarno, Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice a Cancello, a causa della quale perirono 160 persone, è stato il geologo Lorenzo Benedetto

Sono passati 21 anni dalla tragica alluvione di Sarno ed il rischio idrogeologico nella nostra provincia, ed in tutta Italia, è ancora molto alto. A lanciare l'allarme, in occasione dell'anniversario dell'alluvione che colpì i comuni di Sarno, Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice a Cancello, a causa della quale perirono 160 persone, è stato il consigliere del Consiglio Nazionale dei Geologi Lorenzo Benedetto.

Le parole di Benedetto

"In occasione di un anniversario importante come quello di Sarno, ribadiamo l’urgenza di attuare una seria politica di prevenzione dei rischi, finalizzata ad una gestione sostenibile del territorio ed alla salvaguardia della vita dei cittadini, necessità che trovano riscontro anche nella mappa del dissesto idrogeologico in Italia del 2018, tracciata dall’ISPRA, che vede circa il 91% dei comuni italiani a rischio e quasi 7,5 milioni di persone che vivono in territori a rischio elevato e molto elevato per frane e alluvioni - ha spiegato Lorenzo Benedetto - Dati pubblicati recentemente indicano che solo nel 2018, frane e alluvioni hanno causato 38 morti e nel periodo che va dal 2000-2018 hanno perso la vita in totale 438 persone. Questi dati sono preoccupanti - incalza il consigliere CNG - perché dopo 21 anni dagli eventi alluvionali di Sarno e Quindici, significa che non abbiamo ancora imparato la lezione. Non si può continuare a perdere la vita per il verificarsi di fenomeni naturali".

I passi in avanti

Secondo Benedetto la normativa ha fatto dei notevoli passi avanti ma ci sta ancora tanto da fare: "La normativa emanata a seguito dell’emergenza Sarno e di altri eventi successivi (alluvione di Soverato) ha consentito di compiere un significativo passo in avanti in termini di conoscenza degli scenari di rischio idrogeologico dell’intero Paese, attraverso i Piani per l’Assetto Idrogeologico (PAI), redatti dalle ex Autorità di Bacino, a cui purtroppo non sono seguite azioni concrete di mitigazione e gestione dei rischi individuati". A distanza di 21 anni da Sarno, però, per il geologo: "C’è ancora tanto da fare per determinare condizioni di sicurezza più accettabili per il rischio idrogeologico che attanaglia l’intero Paese. Dunque sarebbe importante ad esempio: approfondire sempre di più le conoscenze dei fenomeni aggiornando i PAI, attuare una corretta pianificazione territoriale per evitare di costruire nelle zone pericolose, realizzare interventi strutturali e non strutturali, presidiare e monitorare le aree a rischio ed infine operare una seria e continua manutenzione del territorio. Tutte queste azioni devono andare di pari passo con la diffusione della conoscenza nella popolazione dei corretti comportamenti che occorre tenere per salvaguardare la propria incolumità in caso di frane o alluvioni" ha concluso il consigliere CNG.

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