La dieta mediterranea, un'alimentazione sana ed equilibrata che previene la depressione

Questo antico regime alimentare, nato nel bacino dei Paesi del Mediterraneo è ormai uno dei modi più sani di mangiare cercando di mantenere la linea senza gli estremismi di molte diete, tanto da diventare patrimonio immateriale UNESCO

La dieta mediterranea è un moderno modello alimentare studiato in una situazione di severa difficoltà economica e di limitazione delle risorse a causa della seconda guerra mondiale. Queste condizioni, associate ad un basso livello di tecnologia, favorivano uno stile di vita fisicamente attivo e frugale, con una predominanza di prodotti vegetali e scarsità di prodotti di origine animale nella dieta.

Il concetto di dieta mediterranea è stato introdotto e studiato inizialmente dal diologo e fisiologo statunitense Ancel Keys, dopo essere giunto nel nostro territorio, a Pollica per la precisione, ed aver indagato sul collegamento tra la dieta dei contadini del posto e l'incidenza delle malattie cardiovascolari.

Il suo regime alimentare si fonda pertanto su alimenti il cui consumo è abituale in Paesi del bacino del Mediterraneo, in una proporzione che privilegia cereali, frutta, verdura, semi, olio di oliva (grasso insaturo), rispetto ad un più raro uso di carni rosse e grassi animali (grassi saturi), mentre presenta un consumo moderato di pesce, carne bianca (pollame), legumi, uova, latticini, vino rosso, dolci. Già alcuni dietologi medici, in passato avevano avanzato alcune ipotesi sugli effetti di un regime alimentare con limitato consumo di alimenti di origine animale come latticini, carne, uova.

Le caratteristiche della dieta mediterranea sono: abbondanti alimenti di origine vegetale ( frutta, verudra, ortaggi, cereali, soprattutto integrali, patate, fagioli e altri legumi, noci, semi), freschi, al naturale, di stagione, di origine locale; frutta fresca come dessert giornaliero, dolci contenenti zuccheri raffinati o miele poche volte la settimana; olio d'oliva come principale fonte di grassi; latticini (principalmente formaggi e yogurt) consumati giornalmente in modesta-moderata quantità; pesce e pollame consumato in quantità abbastanza bassa; da zero a quattro uova la settimana; carni rosse in minime quantità e vino consumato in quantità modesta-moderata, generalmente durante il pasto

Lo studio ha dimostrato che una dieta basata sul consumo regolare e ordinato di frutta e verdura, cereali, pesce, noci e olio d'oliva, e con un consumo ridotto di alcol, carne e latticini, potrebbe portare benefici sull'umore e riduce lo stress. E benché i ricercatori abbiano richiesto ulteriori feedback per la conferma definitiva, fino ad ora sono riusciti a raccogliere le prove in grado di evidenziare come gli alimenti che consumiamo nella nostra dieta quotidiana siano davvero in grado di incidere sullo stato d'animo e sull'umore, riducendo anche il rischio di depressione.

Spiegare la motivazione di questo legame tra umore e cibo non appare facile perché, in un binomio tale, influiscono molti altri fattori. Al momento, dunque, secondo i ricercatori mancherebbero ancora prove cliniche concrete, anche se l'ipotesi di condurre uno studio approfondito in merito è considerato un'attività importante.

D'altro canto, la medicina riconosce il fatto che la depressione possa causare perdita di appetito, perdita che può essere di lieve, moderata o grave entità, e che influisce sia sull'aspetto psicologico che su quello fisico. Le persone felici, invece, hanno facilità a condurre stili di vita più soddisfacenti e più sani, il che ha un impatto positivo sia sulla sfera psicologica che, ovviamente, su quella fisica. Considerando gli studi che dimostrano la salubrità della dieta mediterranea come regime alimentare, il collegamento tra salute fisica e mentale è diretto.

La dieta mediterranea è riconosciuta come un regime alimentare equilibrato, ossia completo di tutti i nutrienti che sono disposti in quantità ottimali che rispettano la piramide alimentare attualmente consigliata dall'OMS.

Proprio per questo, la dieta mediterranea è riconosciuta dall'Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità poiché è una dieta stagionale, ossia segue i prodotti della stagionalità delle colture (tutti gli alimenti vengono consumati nei loro rispettivi tempi di raccolta), fa largo consumo di frutta e verdura soddisfacendo le cinque porzioni giornaliere previste da una dieta equilibrata, impiega grassi nobili come l'olio d'oliva, fa ampio consumo di semi e legumi, e aggiunge piccole e moderate dosi di carne, soprattutto bianca, e di latticini, che sono fonti naturali di vitamina B12, di solito carente in altri regimi alimentari, primi tra tutte le diete vegane che devono fare ricorso a integrazioni sintetiche si B12.

A Pollica si può visitare anche l'Eco Museo della Dieta Mediterranea.

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