"GustaSalerno"

"GustaSalerno"

La Piana del Sele protagonista della riscoperta della rucola, con Bonduelle

Rediscovered Food Initiative, progetto internazionale che indaga la riscoperta delle colture antiche, sceglie Battipaglia per studiare la coltivazione della rucola

È la Piana del Sele la protagonista insieme a Bonduelle della riscoperta della rucola, alias una delle 25 colture protagoniste della Rediscovered Food Initiative, progetto internazionale che indaga la riscoperta delle colture antiche, che furono abbandonate e nuovamente apprezzate solo in tempi recenti.  Una riscoperta avvenuta proprio per mano di Bonduelle, che, grazie al lavoro di valorizzazione che porta alla creazione del prodotto di fresco confezionato pronto all’uso, riesce oggi a proporre la rucola a un ampio pubblico che giorno dopo giorno la apprezza sempre più.

Le colture tradizionali

Dai primi del ‘900, i contadini di tutto il mondo hanno iniziato ad abbandonare le colture tradizionali a favore di quelle varietà che assicuravano un più alto rendimento. Ed oggi, più della metà delle colture vegetali è composta da sole 3 coltivazioni: mais, grano e riso. Eppure, esistono colture che sono state recentemente riscoperte, come è il caso della rucola da parte degli agricoltori Bonduelle nella Piana del Sele. La rucola selvatica è una pianta perenne dal sapore forte con foglie allungate e frastagliate, ricca di vitamine ed antiossidanti, un ortaggio già noto dai tempi dei romani (euruca sativa) che ne decantavano le qualità afrodisiache e addirittura magiche.

 La storia della Rucola nella Piana del Sele, il “giardino d’Europa”

Il territorio della Piana del Sele, ampiamente pianeggiante e solcato dal fiume Sele, si estende per circa 5000 Km2 nella provincia di Salerno. Questo territorio, che fino all’Ottocento era paludoso, malarico e pressoché invivibile, agli inizi del Novecento è stato sottoposto a numerose azioni di bonifica che ne hanno permesso la coltivazione. Da qui, l’avvicendarsi di numerose colture, dal grano al tabacco, dal pomodoro, fino alle pesche e alle mele, per arrivare agli anni ’70, quando si è registrato un vero exploit del territorio con la coltivazione delle fragole. Ma nella metà degli anni 90, a causa dell'impoverimento del terreno e gli elevati costi di produzione, le fragole hanno lasciato il posto alle coltivazioni orticole, con particolare attenzione alla rucola.

Lo sviluppo della Piana del Sele

Oggi la Piana del Sele risulta uno dei comprensori più sviluppati della Regione, con centri nevralgici a Eboli e Battipaglia. Il territorio è caratterizzato da condizioni climatiche tipicamente mediterranee con inverni miti ed estati calde asciutte. La Piana del Sele oggi conta circa 6.500 ettari di coltura protetta con circa 17.000 occupati di cui circa 3.500 ettari dedicati alla IV Gamma (pronto all’uso) a cui corrispondono circa 8.000 occupati, e l'area di coltivazione comprende i comuni di: Battipaglia, Bellizzi, Eboli, Pontecagnano, Giffoni, Montecorvino, Serre e Capaccio, nella provincia di Salerno. Nel periodo invernale la Piana del Sele è considerato il giardino d'Europa: infatti grosse quantità dei prodotti in coltura protetta vengono veicolati in tutta l'Europa del Nord.

Il processo di valorizzazione in IV gamma

È grazie ai processi di lavorazione della quarta gamma che la rucola e la piana del Sele hanno trovato il loro successo. E’ bene sapere che il processo di quarta gamma non trasforma il prodotto agricolo, ma ne valorizza le qualità, attraverso tre punti fondamentali: Rigore e tecnica in fase agricola, Velocità tra raccolta e confezionamento, Mantenimento della catena del freddo. Inoltre, la fase di valorizzazione comprende: l'attività di lavaggio in tre fasi, la cernita e selezione attraverso sofisticate cernitrici ottiche, e dosaggio e confezionamento, tutto rispettando rigorosamente la catena del freddo. Questi pilastri hanno contribuito in maniera essenziale allo sviluppo della Piana del Sele attraverso i prodotti di IV Gamma, riscoprendo antiche colture e tradizioni nel pieno rispetto delle risorse naturali e del territorio stesso.

Bonduelle


Azienda familiare creata nel 1853, Bonduelle è oggi leader mondiale delle verdure e assicura il benessere attraverso l'alimentazione a base vegetale.  Coltivate su oltre 128.000 ettari, le verdure Bonduelle sono vendute in 100 Paesi in tutti i canali di distribuzione e in tutte le tecnologie: ambient, surgelato e fresco pronto al consumo, per un totale di 500 varietà di vegetali disponibili nelle diverse gamme. In Italia, Bonduelle è presente con una filiale che include 2 stabilimenti a San Paolo d’Argon (Bergamo) e a Battipaglia (Salerno), per un totale di circa 500 collaboratori.  Bonduelle Italia si è affermata come punto di riferimento nell'innovazione di prodotto, di processo e tecnologia. In linea con la filosofia del Gruppo in materia di Sviluppo Sostenibile, è all'avanguardia nell'adozione di tecnologie ad alta efficienza energetica e di soluzioni che limitano l'impatto ambientale, nonché in progetti di educazione sulla corretta alimentazione e sul non spreco alimentare portati avanti dalla Fondazione Louis Bonduelle.
 

Potrebbe interessarti

  • "Aiuto, abbiamo la casa invasa da serpenti": incubo per una famiglia di Teggiano

  • Battipaglia, serpente a spasso in via De Amicis: l'appello

  • Mare sporco a Salerno: denunce e proteste dei cittadini

  • Sette cartomanti in poche centinaia di metri: nuova "invasione" sul lungomare

I più letti della settimana

  • Incidente a Giovi: auto finisce in un precipizio, 4 feriti gravi. Scannapieco in pericolo di vita

  • Lutto a Salerno, morto il medico-pediatra Luca Budetta

  • Colto da malore appena arriva in azienda: morto 49enne ad Atena Lucana

  • Incidente a Giovi: è morta Eleonora, l'amica della famiglia Scannapieco

  • "Aiuto, abbiamo la casa invasa da serpenti": incubo per una famiglia di Teggiano

  • Incidente a Giovi: ecco le condizioni di salute dei quattro feriti

Torna su
SalernoToday è in caricamento