Agropoli, cavalli confiscati da un anno: nuovo blitz degli animalisti

Due giorni fa insieme all'onorevole Paolo Bernini (Movimento Cinque Stelle) gli attivisti della Lega Nazionale per la Difesa del Cane-delegazione Battipaglia si sono recati sul posto per constatare le loro condizioni di salute e di detenzione

Uno dei cavalli

Nel febbraio 2015 fu messo in atto, nel Comune di Agropoli, un blitz che vide impegnati 250 uomini, un elicottero, tre unità cinofile e un reparto dei Nas del comando provinciale di Salerno. Alla malavita locale furono confiscati 52 equidi detenuti in stalle abusive ed elevate sanzioni per quasi sessantamila euro. Due giorni fa insieme all’onorevole Paolo Bernini (Movimento Cinque Stelle) gli attivisti della Lega Nazionale per la Difesa del Cane-delegazione Battipaglia si sono recati sul posto per constatare le condizioni di salute e di detenzione di questi animali dicendosi “letteralmente sconvolti”. “Stiamo provando a garantire un futuro dignitoso a questi cavalli da oltre un anno a suon di istanze inviate ad Asl e Regione, chiedendone la custodia, ma la burocrazia italiana rallenta le operazioni. Siamo quindi scesi in campo insieme ad associazioni altamente qualificate nella gestione e tutela degli equidi, quali Italian Horse Protection e Progetto Islander”.  

Poi gli animalisti entrano nei dettagli: “Oltre all’eccessiva magrezza, alcuni equidi presentavano evidenti laminiti agli zoccoli, alcuni erano legati “alla posta” con una corda di poco più di un metro che gli impediva i movimenti, e tutti gli equidi legati non avevano a disposizione né acqua né cibo. Durante il nostro sopralluogo è intervenuta anche l’Asl. Abbiamo inoltre appreso che, successivamente al blitz di un anno fa, in una sola notte era stato denunciato il furto di circa 20 cavalli, quindi gli equidi presenti sono molti di meno rispetto al numero iniziale. Non bisogna dimenticare che Agropoli è alle prese con il problema del randagismo equino, ed alcuni di questi cavalli spesso vengono avvistati per strada o nella piazza principale del paese".

Le associazioni fanno sapere che ricevuto quotidianamente segnalazioni da cittadini sensibili alla tematica che  chiedono loro di intervenire, ma purtroppo queste scene da Far West sono collegate al fatto che l’anagrafe degli equidi, istituita con la legge numero 200 del 1 agosto 2003 e successivi Decreti Ministeriali, non funziona pienamente nè in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Ciò, unito alla scarsa vigilanza, fa sì che si verifichino simili episodi che spesso le istituzioni non sanno affrontare, mettendo così in serio pericolo la vita degli animali e l'incolumità dei cittadini che rischiano di trovarsi cavalli in autostrada o sui binari ferroviari. Piena disponibilità da parte nostra alle istituzioni per risolvere la questione. Intanto - concludono - speriamo che gli equidi ci vengano affidati quanto prima, al fine di preservarne la sopravvivenza".

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