Il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro diventa di "interesse regionale”

L'assessore Cobalto: "E' un bel traguardo, un traguardo fortemente desiderato, ma che segna anche un nuovo punto di partenza"

L'assessore Cobalto

Il Museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi è stato riconosciuto “Museo di interesse regionale”. La delibera che assegna il riconoscimento all'esposizione permanente che ha sede nell'Antico Arsenale della Repubblica è stata adottata nel giorni addietro dalla giunta della Regione Campania guidata dal governatore Vincenzo De Luca. Soddisfatto l’assessore a beni culturali, cultura, eventi e tradizioni Enza Cobalto: “Abbiamo lavorato tanto in questi ultimi anni affinchè il nostro Museo arrivasse a possedere tutti gli standard di qualità e agibilità necessari all'ottenimento di questo importante riconoscimento, così da poter essere inserito nell'elenco dei siti e delle collezioni di interesse regionale e arrivare all'attenzione di una platea più vasta di quella, in ogni caso consistente, che oggi lo visita. E' un bel traguardo, un traguardo fortemente desiderato, ma che segna anche un nuovo punto di partenza: grazie a questo riconoscimento possiamo finalmente candidare a finanziamento progetti per l'ampliamento e il rinnovamento in chiave digitale del Museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi.”.

La storia

Il Museo, che ha sede all'interno dell'unico arsenale risalente all'anno mille ancora esistente in occidente (per trovare qualcosa di simile occorre andare a Gerusalemme), va così ad affinacarsi a siti come il Museo del Tesoro di San Gennaro di Napoli, il Museo Abbaziale di Montevergine, il Madre, il Giardino della Minerva a Salerno e altri ancora. Una serie di unicum artistici e storici e di collezioni di grande importanza, sui quali la Regione Campania ha deciso di puntare, creando sul territorio una rete di musei di rilievo. Il complesso amalfitano è dedicato alla gloriosa storia dell'Antica Repubblica Marinara, poi diventata Ducato Marinaro di Amalfi, nell'arco di tempo che dall'anno 839 al 1139, quando la città cadde sotto le devastazioni normanne, ed alla bussola, che gli amalfitani hanno importato dalla Cina utilizzandola per primi in occidente ed applicando alcune delle migliorie che l'hanno modernizzata. Solo sotto le antiche volte in pietra dell'Antico Arsenale è attualmente possibile vedere, tra l'altro, i Tarì, la moneta battuta dalla zecca di Amalfi e accettata in tutti i principali porti del Mediterraneo, o antici codici di navigazione appartenenti alla collezione del Museo della Bussola e del Ducato Marinaro di Amalfi; oppure è possibile ammirare la mostra permanente “Dalla bussola alla girobussola” che ha aggiunto, alla collezione di antichi compassi e bussole già presente, una serie di pezzi unici provenienti dagli archivi storici della Marina Militare Italiana.   

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