Giro di spaccio di stupefacenti ad Angri, gli indagati si difendono dinanzi al giudice

Si sono difesi dalle accuse tre persone di Angri, finite coinvolte in una recente indagine condotta dalla Procura di Nocera, concentrata anche su una serie di presunti favori commessi all'interno del cimitero comunale

Si sono difesi dalle accuse di detenzione ai fini di spaccio due delle tre persone di Angri, finite coinvolte in una recente indagine condotta dalla Procura di Nocera Inferiore, concentrata anche su una serie di presunti favori commessi all'interno del cimitero comunale. Il primo degli indagati ha spiegato di aver posseduto della marijuana in casa, ma acquistata in negozi autorizzati, con basso contenuto di thc, mentre il secondo ha respinto ogni accusa, dichiarandosi estraneo. Un terzo, invece, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Per tutti e tre, il gip aveva disposto l'obbligo di dimora

L'inchiesta

Giorni prima, era toccato ai due ex custodi del cimitero difendersi, ma entrambi si erano avvalsi del silenzio. Entrambi erano stati sospesi dall'esercizio di pubbliche funzioni, con le accuse di truffa, violazione di sepolcro, abuso d’ufficio e falso. Contro di loro sono stati formulati ventitré diversi capi d’accusa, di varia natura, con presunti illeciti commessi nella gestione dei servizi cimiteriali. I tre indagati pe droga invece rientravano in uno dei tre diversi filoni portati avanti dalla procura. L'indagine sul cimitero contesta una serie di accordi privati con altre persone, familiari dei defunti, «profittando delle condizioni di fragilità legate ai momenti di lutto», con l'ottenimento di somme di denaro che non corrispondevano al dovuto. Stando alle accuse, il raggiro prevedeva false dichiarazioni di residenza dei morti per corrispondere cifre inferiori a quanto previste per tumulazione e sepoltura. Nel corso degli accessi, i militari avevano poi individuato delle aree del cimitero in condizioni igienico sanitarie in condizioni di degrado.

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