Gli archi dei diavoli e Pietro Barliario: storia e leggende di Salerno

Volete sapere perché l'acquedotto è conosciuto come 'ponte re riavule', ovvero del ponte dei diavoli? Ve lo sveliamo noi

Chiunque attraversi il centro di Salerno non può non restare colpito dall’antico acquedotto che ancora svetta tra le vie principali della città: i suoi archi sono tutt’oggi un’attrazione per il turista, mentre qualche salernitano più superstizioso ancora non osa avvicinarvisi in determinate ore del giorno a causa della leggenda sugli spiriti maligni.

La leggenda degli archi dei diavoli

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Inutile dire come le leggende sulla costruzione dell’acquedotto si siano col tempo diffuse tanto che qualsiasi salernitano quando parla dell’acquedotto non può fare a meno di menzionarle: volete sapere perché l’acquedotto è conosciuto come ‘ponte re riavule’, ovvero del ponte dei diavoli? La leggenda vuole che l’alchimista Piero Barliario, considerato un vero stregone all’epoca e grande conoscitore di chimica e della trasformazione della materia, costruì l’acquedotto grazie all’aiuto del Diavolo in una sola notte dando così ai salernitani la possibilità di essere riforniti d’acqua. La leggenda degli ‘archi del diavolo’, demonizzati dal popolino impressionato anche dagli strani archi ogivali mai visti prima, è stata tramandata di salernitano in salernitano e soprattutto ai più piccoli si racconta che se ci si trova sotto gli archi maledetti nelle ore dell’alba o del tramonto è possibile vedervi danzare dei diavoli e spiritelli maligni. Anche quando Salerno subì i bombardamenti durante l’ultima guerra mondiale, l’unica costruzione a non cedere sotto le bombe fu proprio l’acquedotto, così come non ha ceduto durante il famoso terremoto del 1980: il ‘ponte re riavule’ è rimasto eretto senza mai dare alcun segno di cedimento… che sia stato davvero il Diavolo a costruirlo?   

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