Delitto di Baronissi, l'imputato "cosciente ma con disturbi della personalità"

Due giorni fa è stata depositata la perizia del consulente nominato dal tribunale. Secondo quello che sarebbe il contenuto, Vincenzo Magliacane soffrirebbe di disturbi della personalità, che non avrebbero inciso sulla sua capacità di intendere

Potrebbe arrivare il prossimo 22 ottobre la sentenza per Vincenzo Magliacano, accusato di omicidio volontario, in seguito alla morte di Biagio Capacchione, suo amico ed imprenditore, di 63 anni. Due giorni fa, in udienza preliminare, il gip ha registrato il deposito della perizia del consulente nominato dal tribunale. Secondo quello che sarebbe il contenuto, l'imputato soffrirebbe di alcuni disturbi della personalità, che tuttavia non avrebbero inciso sulla sua capacità di intendere e di volere. Parere opposto quello invece del consulente di parte. Quella condizione di semi infermità sarà valutata dal gip martedì prossimo, al termine del rito abbreviato

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L'omicidio

La vittima fu uccisa dal 57enne il 27 dicembre scorso, con due colpi esplosi da un fucile a canne mozze. La procura di Nocera Inferiore contesta all'uomo anche di aver alterato l'arma e di essersi servito della macchina di un cliente, ferma nella sua officinae per riparazioni, per recarsi presso casa della vittima, a Baronissi. I due erano stati amici di vecchia data, poi i rapporti si sarebbero interrotti per almeno quattro anni. Dopo aver sparato a Capacchione, Magliacano fu trovato dai carabinieri in stato confusionale, sulle montagne di Fusara, all’interno di un casolare. L'uomo avrebbe confessato poi il delitto, che sarebbe stato a sua volta generato da un clima di persecuzioni e dicerie, di cui lo stesso si sentiva vittima, e che avrebbe minato la sua stabilità lavorativa. In particolare, vi sarebbe stato il fondato timore per la revoca di una commessa per la manutenzione di alcuni mezzi per un'associazione di volontariato. Un clima di dicerie che sarebbe stato alimentato anche dalla vittima, seppur la famiglia di quest'ultima abbia negato tale circostanza. Magliacano avrebbe temuto anche per una denuncia, che non fu mai fatta, ma che gli avrebbe causato un peggioramento del suo stato emotivo. E per il quale sarebbe stato sottoposto anche a delle cure specifiche. 

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