Boemondo di Antiochia: ascesa e declino del figlio di Roberto il Guiscardo

Uno dei nobili che hanno scritto la storia delle Crociate è stato Boemondo di Antiochia, primo figlio di Roberto il Guiscardo con il quale combattè numerose battaglie contro l'impero bizantino

Boemondo di Antiochia

Uno dei nobili che hanno scritto la storia delle Crociate è stato Boemondo di Antiochia, primo figlio di Roberto il Guiscardo con il quale combattè numerose battaglie contro l'impero bizantino . Boemondo, leggittimo erede del ducato di Puglia e di Calabria, rimase senza titolo a causa delle macchinazioni di Sichelgaita di Salerno che impose suo figlio come erede di Roberto. La successione, però, non fu indolore dato il carattere ambizioso e aggressivo di Booemondo che ottenne dal Papa Urbano II il titolo di principe di Taranto.

Ma la carriera di Boemondo era appena iniziata. Durante l'assedio di Amalfi, che si era rivoltata contro il dominio del suo fratellastro, Boemondo rimase colpito dalle bande crociate che in quel periodo giravano per l'Italia e decise di partire al comando di una compagnia di 500 normanni. Giunto in terra santa il suo nome rimase legato all'assedio di Antiochia, uno dei centri strategici della Terra Santa. Durante il lungo e difficile assedio, portato avanti con altri comandanti crociati tra i quali ricordiamo Goffredo di Buglione, si decise che l'assedio venisse condotto a turni settimanali dai vari comandanti e che il reggente della città sarebbe stato il comandante che avese portato a termine fruttuosamente l'assedio. Boemondo, quindi, strinse un accordo con un cristiano convertito che guidava la difesa di una delle torri di Antiochia che lo fece entrare e, quindi, conquistare la città. Da lì seguì il massacro dei turchi che difendeva la città. Ma Kerbogha, un comandante arabo, stava giungendo ad Antiochia per togliere l'assedio dei crociati. I cristiani non poterono far altro che chiudersi all'interno delle mura della città in attesa di aiuti dall'esterno. Qui giunse l'inaspettato, il ritrovamento della miracolosa Lancia di Longino, di cui, però, anche Boemondo dubitava dell'originalità, sollevò notevolmente il morale dei crociati che, guidati dal principe normanno, attaccarono improvvisamente Kerbogha e ruppero l'assedio.

Da quel momento Boemondo divenne uno dei crociati più famosi dell'epoca tanto che arrivò a sposare Costanza, figlia di Filippo I re di Francia. Divenne, però, avido di conquiste e provò a marciare contro l'imperatore bizantino Alessio I che, però, lo sconfisse e lo rese suo vassallo, provato nel corpo e nell'anima tornò in Italia per provare a radunare un nuovo esercito ma morì nel 1111 a Bari.

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