Castello di Arechi: ecco la storia della fortezza di Salerno

Questa fortezza medievale, simbolo di Salerno, da secoli sovrasta il panorama della costiera salernitana e rappresenta una sorta di 'guardiano' della città e dei suoi abitanti

A ben 300 metri sul livello del mare si innalza su Salerno il maestoso Castello di Arechi: la fortezza difensiva di quella che un tempo era la capitale del ducato, ha vissuto ben tre secoli di civiltà longobarda, ma in realtà il maniero esisteva già prima dell’avvento del principe Arechi. Durante indagini archeologiche recenti è stato verificato, infatti, come la fase costruttiva più vecchia del castello risalga addirittura al periodo goto-bizantino ovvero il VI secolo, mentre altri studiosi affermano che una prima costruzione risalga al III secolo ovvero sia di epoca tardo-romana. Il principe longobardo Arechi II prescelse la fortezza già esistente quale fulcro del suo regno apportandovi delle necessarie modifiche: ne ordinò la sopra elevazione e decise di rinforzare le mura antiche e così il castello divenne, per natura e per arte, imprendibile al nemico perché munito di tutti gli elementi costruttivi e militari necessari alla sua difesa. Al principe bastò semplicemente far rafforzare il maniero e inserirlo di fatto all’interno del sistema difensivo della città e del ducato che si estendeva da Benevento a Salerno. 

Il nucleo centrale del castello è protetto da torri unite tra loro da una cinta muraria merlata e da ponti levatoi: a nord ovest è possibile ammirare la torre di guardia, quella più nota e dall’aspetto imponente che ne sottolinea la validità difensiva ovvero la “Bastiglia”. In seguito ai miglioramenti operati da Arechi II, ci furono altri ampliamenti per aumentare l’efficienza e la funzionalità della fortezza, che rimase longobarda finché nel 1077 venne sottratta all’ultimo principe longobardo di Salerno, Gisulfo II, da Roberto il Guiscardo diventando così ufficialmente una fortezza normanna. Nel tempo sono cambiate le dominazioni territoriali, ma il Castello di Arechi ha continuato a svolgere il ruolo per cui era nato: sia durante il dominio aragonese che angioino divenne l’elemento principale dello scacchiere difensivo del regno. Nel 1820 proprio la fortezza longobarda fu protagonista di una fallimentare congiura carbonara che intendeva provocare un’insurrezione popolare, fino poi a perdere d’importanza con i cambiamenti nelle tecniche di guerra, per cui fu del tutto abbandonato dal XIX secolo. I Conti Quaranta sono stati gli ultimi proprietari del Castello, prima di venderlo alla Provincia di Salerno nel 1960: grazie al restauro avvenuto nel 1992, il castello è tornato a splendere sulla cima del monte Bonadies in tutta la sua imponenza quale simbolo della città. 

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