Cava, falsi assegni per comprare il pesce per Natale: due commercianti nei guai

Una serie di assegni rubati al centro di una richiesta di rinvio a giudizio della procura nei riguardi di due commercianti metelliani, che rispondono anche di false generalità e riciclaggio

Un acquisto di pesci da vendere per le feste di Natale definito con assegni fasulli, due commercianti di Cava de' Tirreni rischiano il processo. Gli assegni, costati l’accusa di riciclaggio ai due titolari di una nota pescheria in città, risultavano provento di furto denunciato nel 2014 da una correntista, che non lo aveva più trovato nella sua abitazione. Il titolo bancario, per l’importo di 650 euro, fu ceduto dai due titolari della pescheria ad un rivenditore ambulante di prodotti ittici

L'indagine

In particolare, uno dei due risponde di riciclaggio, per la cessione dell’assegno durante le feste di Natale 2013. Il suo socio è accusato della medesima accusa, per analoga cessione di un altro assegno. In questo caso, l’importo era di 990 euro, emesso dalla banca che era la stessa della correntista che aveva subito il furto. Soldi che servivano per l’acquisto di prodotti ittici presso un negozio all’ingrosso situato a Torre Annunziata, dove i due imputati si rifornivano quotidianamente, per poi rivendere i prodotti al banco, a Cava de’Tirreni, nella stessa pescheria. I due sono accusati in concorso anche di aver ceduto un terzo assegno, per l’importo di 800 euro, emesso dalla stessa banca. Che altro non sarebbe stato che l'ennesimo titolo proveniente dal furto in appartamento già citato. L'operazione sarebbe stata possibile grazie all'accordo con un'altra persona, con dei dati falsi per poi cambiare il titolo. Uno dei due, fingendosi un'altra persona, dietro accordi telefonici, ricevette l'assegno presso il parco Arbostella a Salerno. Il denaro venne dato in cambio del titolo attraverso uno scambio di contatti e una una dichiarazione scritta di avvenuta consegna, firmata però col falso nome già reso all’ignaro contrattatore. Le tre operazioni di assegni rubati, adoperati come titoli legittimi ma provenienti da uno stesso furto in casa, si aggiungono ad una quarta accusa, formulata a carico di uno dei due imputati che, avrebbe dichiarato un altro nome, nel poi sottoscrivere la dichiarazione con uan firma falsa, completando il raggiro e il doppio trucco. Per questo, risponderà di falsa attribuzione di generalità. Le accuse, così riassunte e messe in fila nel lungo capo d’imputazione, finiranno al vaglio del gup, con la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla procura nocerina

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