Il Centro di salute mentale di Angri chiude la notte e nei giorni festivi: la polemica

La denuncia di Paolo Fasolino e Domenico Della Mura della Cisl Fp: “Utenza penalizzata, si rappresenta l’interruzione di pubblico servizio. Violate le legge regionali, siamo pronti a dare battaglia in tutte le sedi per difendere i diritti dei cittadini”

Dal 1 aprile scorso il Centro di salute mentale di Angri ha chiuso i battenti per tutte le notti e durante tutti i festivi.

La protesta

A denunciarlo sono Paolo Fasolino e Domenico Della Mura della Cisl Fp provinciale: “Il tutto è avvenuto senza alcuna informazione a tutte le istituzioni e agli utenti, ma con una rimodulazione dei turni che nei fatti ha decretato la sospensione delle attività con grave pregiudizio per i pazienti fragili che afferiscono alla cura del servizio della struttura di piazza Annunziata.  A nulla è valso il tentativo di aprire un confronto sulla materia per tutelare e per difendere i diritti dei pazienti, né nessuna nota ufficiale è stata predisposta per informare la cittadinanza. Anzi, sembrerebbe che l’unica informativa sia stata inoltrata al 118 con variazione del numero telefonico chiamare in caso di urgenza per cui l’assistenza verrebbe garantita da personale collocato in pronta disponibilità con grave ritardo sulle procedure di presa in carico dell’utenza”. 

La denuncia

Per questo, secondo i sindacalisti della Cisl Fp Salerno, potrebbero rappresentarsi “tutti gli estremi di sospensione di pubblico servizio atteso che nelle giornate festive la terapia ai pazienti verrebbe addirittura sospesa, in considerazione che nelle domeniche e nei festivi non sono pochi i pazienti che utilizzano il Centro di piazza Annunziata per la somministrazione di eventuali terapie farmacologiche. Inoltre, viene ritenuta macchinosa la predisposizione dell’utilizzo delle auto e delle attrezzature in caso di emergenze notturne poiché le attuali sedi in cui sono allocate il Centro di piazza Annunziata e la struttura residenziale “Rosamunda” di via Crocifisso sono distanti”. “Riorganizzazione dei servizi per una loro ottimizzazione? Parliamone? Per quanto mi riguarda se l’Azienda è certa del suo operato perché non si confronta con il sindacato? O forse è in uso come spesso accade che invece della centralità degli utenti viene posta a maggior riguardo l’interesse di qualche operatore? Per noi una riorganizzazione dei servizi che migliora l’assistenza per i pazienti fragili va discussa e vanno informati tutte le componenti sociali interessate. Altrimenti si corre il rischio di arrecare danno a chi è già stato danneggiato in quanto fragile ed indifeso”, dichiara Fasolino, delegato Rsu dell’Asl Salerno e sindacalista della Cisl Fp Salerno. Gli fa eco Della Mura: “Un sindacato di prossimità non può non essere attento alle dinamiche del territorio a salvaguardia dei cittadini e della comunità di riferimento. Potrebbe darsi che il tentativo sia migliorativo nell’ambito di un tentativo di ottimizzare i servizi ma allo stato si assiste ad una chiusura del centro punto di riferimento, ad una provvisoria e ipotetica redistribuzione di funzioni a strutture non deputate, ad un modello non conforme alle linee regionali e a come sono strutturati analoghi servizi su tutta l’Asl”.

La legge e le direttive regionali impongono, secondo i due sindacalisti, che le Unità operative di salute mentale funzionino sull’arco delle 24 ore con personale dedicato e non in pronta disponibilità. “Sarebbe opportuno parlare di adeguamento degli organici da subito. Se ciò non avviene allora è proprio vero che le crisi le pagano sempre i più deboli . Siamo in attesa di un confronto con il capo dipartimento. Se ciò non avverrà siamo pronti ad ogni azione a tutela dei cittadini di Angri” concludono i due sindacalisti.

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