Vicenda Asi, condannato il sindaco Canfora: le reazioni

L'accusa è di tentata concussione nei confronti di Gigi Cassandra, all’epoca dei fatti presidente dell’Asi di Salerno

Canfora

Condannati il sindaco di Sarno, ex presidente della Provincia, Giuseppe Canfora e Bruno Di Nesta, ex direttore generale di Palazzo Sant’Agostino. L'accusa per loro è di tentata concussione nei confronti di Gigi Cassandra, all’epoca dei fatti presidente dell’Asi di Salerno. La procura, infatti, ha acceso i riflettori su presunte pressioni sulle nomine del Cgs, società partecipata proprio dell’Asi, da parte degli indagati. Nel 2013 i vertici della Provincia, che da poco tempo era passata dal centrodestra al centrosinistra, avrebbero fatto pressioni su Cassandra (eletto con la precedente giunta provinciale) affinchè soprassedesse dalla decisione di nominare i revisori dei conti dell’Asi proprio perché era cambiato il colore politico dell’amministrazione a Palazzo Sant’Agostino. Lui, invece, andò avanti disponendo le nomine e da quel momento iniziò un lungo braccio di ferro sia politico che giudiziario, ora concluso.
 

Il messaggio del sindaco Canfora dopo la condanna

Cari amici, cari concittadini,
grazie per i tanti messaggi di vicinanza e solidarietà che mi stanno giungendo.

Coltiverò senza sosta il seme della fiducia nella giustizia, del coraggio nell’affrontare le prove della vita, della forza nel dimostrare la verità.

Ho sempre fatto del mio percorso di vita prima e di istituzione poi, una strada di lealtà, rispetto, trasparenza, legalità. Senza “se” e senza “ma”. È su questi assunti che fondo e continuerò a fondare ogni mio passo. Faremo appello, perché credo fermamente che si arriverà alla verità. Ribadirò in ogni sede la mia profonda innocenza ed estraneità ai fatti che mi vengono ascritti.

Non conosciamo ancora le motivazioni della sentenza, che saranno depositate tra 90 giorni, ma sembrerebbe che il Tribunale di Salerno mi abbia ritenuto responsabile per un sms, a me completamente sconosciuto fino all'inizio del processo e NON inviato da me, con il quale, all'epoca della mia elezione a Presidente della Provincia, un componente dell'assemblea di una società partecipata invitava il Presidente della stessa a soprassedere dalla nomina del collegio sindacale, per ragioni di correttezza istituzionale nei miei confronti.

Ripeto: un sms non inviato da me.

Non comprendo di quale reato mi sarei macchiato. Si tratta di una sentenza di primo grado che confido sarà completamente riformata in appello.

L'appello della consigliera comunale Anna Robustelli


"La condanna del sindaco di Sarno mette a rischio la tenuta democratica della nostra città. Si convochi subito un consiglio monotematico sull'argomento per avviare l'iter della legge Severino. Resto garantista, ma ogni passaggio istituzionale va rispettato.

Non voglio entrare nel merito della questione e non commento nemmeno la decisione dei giudici. Ci troviamo, però, davanti a una condanna di due anni al primo grado di giudizio di un dibattimento. Su questo la legge Severino è chiara. Canfora deve fare un passo indietro per il bene della città. Deve avere la serenità di affrontare questa vicenda senza occupare ruoli istituzionali". Da qui, l'appello alle altre forze politiche: "Serve una presa di posizione netta. Sarno deve dimostrare un alto senso di responsabilità davanti alla legge. Dunque, se va applicata la Severino va fatto senza perdere tempo e trovare cavilli che permettano di mortificare la nostra legislazione".

Parla l’europarlamentare Lucia Vuolo

"Sulle vicende giudiziarie che interessano Giuseppe Canfora, attuale sindaco della città di Sarno, relative alle nomine Asi fatte quando ricopriva il ruolo di presidente della Provincia di Salerno, ferma la competenza dei magistrati, da donna delle istituzioni ho il dovere di dare un contributo ai fini della chiarezza amministrativa delle vicende a venire.  L’inesorabile conseguenza - non soggetta a giudizi o a sentenze di tribunale della legge Severino -decreta l’incompatibilità con il ruolo di primo cittadino di Canfora.  Tutta la mia comprensione e vicinanza umana a Giuseppe che sicuramente nelle sedi opportune potrà chiarire la propria posizione, in uno Stato che è e deve rimanere garantista.

Diversamente dalle vicende dei Comuni di Pagani e di Angri dove la legge lascia spazi interpretativi imbarazzanti anche per le istituzioni chiamate a decidere, tanto da rimettersi ad organi giudicanti terzi, la vicenda di Sarno non presta il fianco ad alcuna interpretazione. Oggi, con la vicenda di Sarno, gli uomini del centrosinistra hanno l’opportunità di passare dalle parole ai fatti, e non essere più gli sbandieratori di slogan, accompagnando il Consiglio Comunale di Sarno all’inesorabile destino previsto dall’automatica applicazione della legge prima che la Prefettura di Salerno decreti la sospensione del primo cittadino. Infine, sono sicura che Giuseppe Canfora saggiamente si determini nel più breve tempo possibile a tutela della tenuta democratica del consiglio comunale".

La solidarietà della  Maggioranza consiliare di Centrosinistra

“Siamo vicini al nostro Sindaco un uomo onesto e perbene di cui abbiamo condiviso i suoi alti valori ed in nome di quelli lottato al suo fianco per vincere ogni battaglia.

Siamo sicuri che la magistratura farà il suo corso e non entriamo nel merito della vicenda giudiziaria, ma possiamo ribadire con forza l’onestà di una persona perbene quale è il nostro primo cittadino. Continueremo a stare al suo fianco, esprimendogli la nostra più sincera vicinanza”.


 

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