Confronto-dibattito sugli edifici mondo all'Archivio di Stato

L'appello mira a chiedere alle istituzioni di “porre in essere tutti i dovuti adempimenti perché il centro antico, con la valorizzazione degli edifici di proprietà comunale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Venerdì 25 ottobre (ore 17), presso gli spazi dell'Archivio di Stato, si terrà un confronto-dibattito sugli edifici mondo. All'appuntamento interverranno Alfonso Conte, ricercatore dell'Università degli studi di Salerno; Rosalba de Feo, architetto e funzionario Mibact; Gennaro Avallone, ricercatore dell'ateneo salernitano; Barbara Cangiano, giornalista; gli assessori comunali all'Urbanistica e alla Cultura Domenico De Maio e Tonia Willburger, l'architetto e consigliere comunale Giampaolo Lambiase. Il dibattito sarà preceduto dai saluti del direttore dell'Archivio di Stato Fernanda Maria Volpe. In questa occasione verrà presentata la petizione per il recupero del cuore antico della città, fortemente sostenuto dal comitato centro storico alto e da Italia Nostra. L'appello dei residenti ha già ottenuto il sostegno di Tomaso Montanari, storico dell'arte, docente universitario ed editorialista; Ilaria Agostini, urbanista e docente di Tecnica e programmazione urbanistica presso l'Università di Bologna e di Luigi De Falco, consigliere nazionale di Italia Nostra.

L'appello mira a chiedere alle istituzioni di “porre in essere tutti i dovuti adempimenti perché il centro antico, con la valorizzazione degli edifici di proprietà comunale, ritorni ad essere il cuore pulsante della città ed il suo recupero una priorità dell'amministrazione regionale e comunale”. Nel documento si legge: “Salerno per millenni ha conservato, nonostante eventi calamitosi e l’incuria dei suoi abitanti, l’immagine sigillata presente nella moneta di Gisulfo II, nelle miniature di Pietro da Eboli ed in tanti altri documenti iconografici che rappresentano il tratto identitario della città: il Plaium Montis. La conserva tuttora nei profili sky line che si incidono nelle estese visuali. Ma ad uno sguardo ravvicinato di chi passa nei vicoli dissestati e poco percorsi o ancor di più di chi vive questo tratto di città, non è dato di riconoscere la magnificenza dei fasti passati e neppure il semplice e dignitoso aspetto del suo vissuto millennario: oggi è degrado. Il concorso per il recupero degli “Edifici Mondo” bandito nel 1997 dal comune di Salerno, con un eccellente giuria, (Bernardo Secchi, presidene, Oriol Bohigas, Mario De Cunzo, Ruggero Martines ed altri), vide vincitori due gruppi di professionisti: primo fu lo studio Sanaa, degli architetti giapponesi Sejima e Nishizawa, vincitore del Premio Pritzker nel 2010, che si occuparono della progettazione degli spazi pubblici; il secondo costituito dall'architetto milanese Antonio Monestiroli e dal romano Antonio Las Casas, che si occuparono del restauro degli edifici. Progetti rimasti sulla carta mentre il patrimonio storico ed architettonico del centro antico si degrada e quello paesaggistico della città perde i suoi segni identitari”.

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