Corruzione alla Commissione Tributaria, il segretario "confessa" e va ai domiciliari

L’uomo, accompagnato dagli avvocati Michele e Francesca Sarno, si è recato prima nell’ufficio del Gip Pietro Indinnimeo e poi in quello del pm Elena Guarino per raccontare la sua verità

Il tribunale di Salerno

Avrebbe confessato tutto il segretario della commissione tributaria regionale di Salerno, finito nel mirino della Procura con l’accusa di corruzione in atti giudiziari insieme a due giudici e ad un collega.

La confessione

L’uomo, accompagnato dagli avvocati Michele e Francesca Sarno, si è recato - riporta Il Mattino - prima nell’ufficio del Gip Pietro Indinnimeo e poi in quello del pm Elena Guarino per raccontare la sua verità. Anche se già nelle scorse settimane aveva ammesso tutte le sue responsabilità nella vicenda. E, proprio davanti al pubblico ministero, il dirigente della Commissione Tributaria avrebbe ribadito la sua versione dei fatti e “aperto la strada” a nuove indagini che, a questo punto, potrebbero coinvolgere anche altre persone. Al termine dell'interrogatoria, durato dopo quasi otto ore, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.

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L’operazione

Mazzette fino a 30mila euro, intascate anche in ascensore, per pilotare l'iter procedimentale e condizionare, a favore di imprenditori che li avevano corrotti, l'esito di accertamenti tributari avviati dopo gli accertamenti e le segnalazioni dell'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Con l'accusa di corruzione in atti giudiziari sono finite in manette 14 persone che avevano messo su - secondo l'accusa - un efficace sistema per ottenere sentenze favorevoli. I militari hanno scoperto, in totale, dieci procedure il cui iter è stato condizionato dalla corruzione posta in essere. Gli indagati erano molto attenti e parlavano in codice: quando si riferivano a soldi, dicevano "mozzarelle". Il passaggio di soldi avveniva sempre il giorno prima dell'udienza fissata.

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