Camerota, bagarre sul "parroco ateo": avvocato scrive a Benedetto XVI

Un fedele della parrocchia di Sant'Alfonso ha scritto al Papa dichiarando la sua uscita dalla chiesa. Il parroco scelto, don Luigi Citro, è infatti considerato ateo e vicino ad una formazione politica lontana dai valori cristiani

L'altare della chiesa della parrocchia di Sant'Alfonso a Camerota

Sono un avvocato cattolico praticante ed un parroco i protagonisti di una curiosa storia verificatasi a Camerota, località costiera a sud di Salerno. Secondo quanto si è appreso dall'ANSA un avvocato della frazione Marina, A. S., 63 anni, ha scritto una lettera al pontefice Benedetto XVI in seguito alla nomina di don Gianni Citro come parroco della parrocchia di Sant'Alfonso.

L'avvocato, in seguito a questa decisione, ha scritto nella lettera che uscirà dalla chiesa cattolica. La motivazione sarebbe da ricercare proprio nel prescelto per guidare la parrocchia: secondo la lettera infatti don Luigi Citro dedicherebbe troppo tempo "a promuovere spettacoli e a dichiararsi pubblicamente appartenente ad una formazione politica (non è difficile pensare all'ideologia comunista) che per sua stessa definizione è atea e quindi contraria non tanto all'insegnamento dei valori cristiani ma della stessa esistenza di Dio, così affermandone la sua negazione".

Don Luigi Citro è l'organizzatore della manifestazione denominata "Meeting del mare", evento che ogni anno richiama a Camerota migliaia di giovani da tutta Italia. Ateo e vicino ad una formazione politica che nega i valori cristiani, quindi: da qui la richiesta della cancellazione dell'avvocato di Camerota del proprio nome "da qualsiasi registro della parrocchia perché non più unito da vincoli di fede e di comunione con la Chiesa cattolica". A. S. ha anche disposto che dopo la morte le sue spoglie siano sepolte in un luogo non consacrato.

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Non si è fatta attendere la replica del religioso chiamato in causa: "Parole farneticanti e che non meriterebbero alcun commento - ha risposto don Gianni Citro, da tempo sotto tutela dell' autorità giudiziaria in seguito a numerose minacce ricevute - a colpirmi sono stati proprio certi passaggi della lettera e la curiosa affinità con le minacce ricevute in passato, da me puntualmente denunciate agli inquirenti. Mi riferisco alle telefonate e ad alcune scritte lasciate sui muri del territorio rivolte al sottoscritto con toni tutt'altro che benevoli". Don Gianni ha infine voluto difendersi dall'accusa di "ateismo". "Quando vado a votare - ha precisato - sono un privato cittadino. Quando salgo sull'altare, sono il parroco di tutti".

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