Campagna e i campi di concentramento: ecco la storia di una Auschwitz sui generis

Pochi sanno che anche in provincia di Salerno esisteva un campo di concentramento in cui furono deportati 400 ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale: scoprite la storia di Campagna e della vita nel campo

Campagna oggi è un piccolo comune in provincia di Salerno che non conta più di 11mila abitanti, eppure c’è stato un tempo in cui rappresentò uno dei posti più temuti e più avversi della storia della Campania: in questo paesino il Ministero dell’Interno fascista decise di allestire un campo di concentramento. Erano gli anni in cui anche l’Italia abbracciava le leggi antisemite naziste e iniziava ad allinearsi al regime di Hitler istituendo dei campi di concentramento dove deportare e rinchiudere gli ebrei: incredibile a dirsi uno dei quaranta campi che furono allestiti nel sud Italia si trovava proprio a Campagna. Al suo interno furono compresi due ex conventi che furono trasformati in breve tempo nella dimora degli ebrei non solo italiani ma anche europei che iniziarono a essere convogliati qui a partire dal giugno del 1940. Questi prigionieri venivano condotti a Campagna legati gli uni agli altri da una catena e ammassati in camion e furgoni, e a tenerli d’occhio costantemente erano ventisei uomini, tra carabinieri e poliziotti.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Diversamente dagli altri campi di concentramento, a Campagna il calore della popolazione verso i prigionieri fu tale da creare un rapporto di aiuto reciproco anche perché le autorità fasciste chiudevano un occhio. Destino volle che a Campagna lavorasse il vescovo Palatucci, zio del questore noto come lo “Schindler” irpino perché era riuscito a salvare dai lager 5000 ebrei istriani trasferendoli, tra gli altri, anche nel campo di Campagna. Il vescovo accolse i prigionieri cercando di alleviarne le sofferenze: creò all’interno del campo una biblioteca e una sinagoga, mise su un’orchestra e permise la stampa di un bollettino del campo. Grazie a quest’atmosfera, i prigionieri familiarizzarono con i carcerieri al punto da sfidarli in memorabili partite di calcio. Quando gli alleati sbarcarono sulle coste salernitane, gli abitanti di Campagna non mancarono di aiutare gli ebrei a fuggire per salvarli dalla furia cieca dei nazisti, che avevano già decretato la fine degli ebrei nei loro campi con l’eccidio finale. 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Richiamato per la mascherina abbassata, reagisce male: uomo bloccato a Salerno

  • Covid-19, sono 6 i nuovi casi positivi in Campania: 1 contagio ad Eboli

  • Covid-19: oggi solo lo 0,09% dei tamponi positivi, 2 nuovi contagi all'ospedale di Eboli

  • Covid-19, in lieve aumento i contagi nel salernitano: i dati provinciali

  • Covid-19, nuovo caso positivo a Battipaglia: l'appello della sindaca

  • Tragedia sul treno Piacenza-Salerno: tre campi di calcio intitolati a Ciro, Enzo, Peppe e Simone

Torna su
SalernoToday è in caricamento