Estorsione a Nocera, la coppia indagata fornisce la sua versione dei fatti

M.R.D.: "Ci tengo a precisare che questi soldi erano di mia madre attualmente malata oncologica che si era indebitata con la banca proprio perché costretta a far un presito"

Ha detto la sua, la coppia nocerina indagata per estorsione, per la quale è scatta il divieto di avvicinamento alla vittima, un noto imprenditore dell'Agro. Uno dei coniugi, infatti, chiede di replicare a quanto diffuso dalla Questura:

"Circa 8 anni fa ho venduto la mia macchina a questa persona, si tratta di una 500 nuova, la stessa intestata a mia madre. La persona da voi indicata come vittima rilasció a mia madre un assegno a scadenza un anno che alla fine si rivelò non coperto. Cercammo all'epoca con l'aiuto di un noto imprenditore edile amico di famiglia di riavere indietro l'auto non pagata oppure i soldi: i nostri tentativi furono vani. Non ci siamo mai rivolti alle forze dell'ordine perché la madre dello stesso la signora V.D. ci prometteva che avrebbe lei stessa provveduto a risolvere questi problemi del figlio".

La precisazione

A detta di M.R.D., la vittima avrebbe minacciato sua madre e per riavere il titolo dell'assegno e fu accontentato. Successivamente, la coppia con estrema gentilezza e cortesia avrebbe chiesto all'imprenditore di riavere i soldi dell'auto: dopo una iniziale disponibilità, il tutto si risolse con comportamenti sfuggenti che avrebbero portato uno dei due indagati a raggiungerlo presso il suo negozio, dove, con sorpresa, ad attenderla c'era la Polizia. "Ammetto anche di averlo più di una contattato ma non ho preteso soldi, bensì solo un accordo. Ci tengo a precisare che questi soldi erano di mia madre attualmente malata oncologica che si era indebitata con la banca proprio perché costretta a far un presito per pagare quest'auto. Non mi sono rivolta ad un legale perché conosciamo benissimo i tempi d'attesa della burocrazia italiana", ha concluso la donna.


 

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