Falsi medici prescrivevano farmaci dimagranti "stupefacenti", arresti

L'operazione è stata messa a segno dai finanzieri del comando provinciale di Salerno: perquisizioni effettuate anche in altre province campane, nel Lazio e in Umbria. Cinque arresti, due denunce, tre medici sospesi

Immagine di repertorio

Falsi medici che prescrivevano illecitamente farmaci dimagranti contenenti sostanze stupefacenti: i falsi camici bianchi sono stati scoperti dai finanzieri del comando provinciale di Salerno in un'operazione denominata "Drug & Slim". I militari hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di un medico originario di Benevento e da tempo residente a Napoli, di un farmacista di Caserta e di tre falsi medici beneventani. Sono stati inoltre perquisiti tredici studi medici in varie regioni (Lazio, Umbria e Campania).

Due di questi, si apprende dall'ANSA, erano l'uno a Salerno, l'altro a Battipaglia. Altri tre medici sono stati invece sospesi dall'esercizio professionale. Le misure cautelari sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno su richiesta della locale procura della Repubblica. I reati contestati - si legge in una nota del comando provinciale guardia di finanza di Salerno - vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito e allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla redazione e rilascio di prescrizioni mediche abusive, all’esercizio abusivo della professione medica e di farmacista sino alla falsità ideologica commessa in certificati da persone esercenti un servizio di pubblica necessità.

Le lunghe e complesse indagini eseguite dai finanzieri e coordinate dalla procura delle Repubblica di Salerno, consistenti in servizi di osservazione, perquisizioni, sequestri, audizioni di centinaia di pazienti, intercettazioni di migliaia di conversazioni telefoniche e riprese video ed audio, sono iniziate circa tre anni fa ed hanno portato alla luce un’organizzazione criminale, legata anche da vincoli di parentela, finalizzata alla illecita distribuzione di sostanze stupefacenti contenute in preparati galenico magistrali ad effetto anoressizzante (fendimetrazina e clorazepato).

"La Fendimetrazina - spiegano i militari della guardia di finanza nella nota - è prescrivibile da parte di medici specialisti e per un massimo di tre mesi consecutivamente solo in pazienti obesi con “BMI (Indice di massa corporea)” all’inizio del trattamento uguale o superiore a 30 Kg/m2, al quale è  necessario allegare un piano terapeutico, come da apposito decreto del ministero della Salute. La fendimetrazina poteva essere efficace nel determinare calo ponderale, ma andava impiegata solo da medici esperti e solo dopo avere bene valutato le condizioni psichiche e cardiocircolatorie del paziente".

Nel corso delle indagini le fiamme gialle hanno invece appurato che i farmaci contenenti la sostanza stupefacente venivano prescritti anche per periodi superiori all’anno ed a pazienti non obesi, ma semplicemente in sovrappeso, normopeso e addirittura sottopeso e, cosa ancora più grave, senza essere visitati dai medici specialisti o su prescrizioni firmate in bianco dagli specialisti compiacenti (endocrinologi, nutrizionisti, cardiologi, diabetologi, et c). Spesso le sostanze venivano addirittura inviate tramite posta o corriere espresso su richiesta telefonica dopo aver formato il falso carteggio medico consistente in prescrizione e piano terapeutico.

I suddetti piani terapeutici, in bianco, giungevano alla protagonista del sistema criminoso, la quale coadiuvata da alcuni familiari che esercitavano illecitamente la professione sanitaria, prescriveva o addirittura dispensava o commercializzava direttamente tali farmaci anoressizzanti in danno della salute dei suoi ignari pazienti.

L’organizzazione è risultata operante in studi medici sparsi su tutto il territorio dell’Italia centrale e meridionale: Salerno, Battipaglia; Fiumicino, Ostia, Fiano Romano (Roma), Spoleto (Perugia), Perugia; Santa Maria Capua Vetere, Aversa (Caserta); Benevento, Napoli, Fasano (Brindisi).

La fase finale dell’attività illecita era garantita dalla collaborazione di alcuni titolari di farmacie i quali, lucrando anch’essi dalle suddette attività illecite, in alcuni casi provvedevano anche a mettere disposizione dell’organizzazione i locali ove ricevere i pazienti che poi andavano a rifornirsi dei preparati pressi le loro farmacie. I farmacisti garantivano, inoltre,  la pronta disponibilità e la vendita dei farmaci a base di sostanze stupefacenti da somministrare ai pazienti.

La ricostruzione della complessa attività criminosa, sin dalla sua scoperta, ha evidenziato gravi irregolarità e modus operandi quali il rilascio di piani terapeutici in bianco, prescrizione e dispensazione di farmaci senza sottoporre i pazienti alla necessaria visita medica specialistica, utilizzo di nomi di falsi pazienti per la redazione di alcune prescrizioni mediche, il tutto in danno della salute degli inconsapevoli pazienti che, persuasi con l’inganno, della bontà della cura, erano disposti a versare ingenti somme di denaro, spesso senza il rilascio di alcuna documentazione fiscale pur di ottenere il farmaco dal miracoloso effetto.

Al termine delle indagini sono risultate coinvolte altre due persone, tra medici e farmacisti, indagate a piede libero.In totale sono dieci le persone denunciate, cinque delle quali agli arresti e tre i medici specialisti interdetti dalla professione.

Migliaia gli ignari clienti tratti in inganno dai sodali, cui sono state somministrate - a loro insaputa - sostanze stupefacenti dannosissime per la salute se non assunte con le prescrizioni previste dalla legge.

 

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