Caricava la merce ma poi la faceva sparire, scoperta finta società di trasporti: un arresto anche a Salerno

L'operazione è stata condotta dalla Polizia Stradale di Verona che, grazie ai social network, ha recuperato due carichi per un valore di oltre 150 mila euro

Una parte della merce (Foto VeronaSera)

E’ stata scoperta una finta ditta di trasporti che prendeva le commesse e poi faceva sparire la merce. Per questo, stamattina, gli agenti della Polizia Stradale di Verona hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare (4 in carcere e 1 ai domiciliati) tra la città scaligera, Salerno e Milano, nei confronti di altrettante persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alle truffe, alla appropriazione indebita ed alla ricettazione.

La truffa

I truffatori avevano intestato a un prestanome una ditta di autotrasporti che si proponeva sul mercato a prezzi stracciati. Una volta ottenuta da ditte e distributori la commessa per effettuare un trasporto merci, si presentavano con regolari bolle a prelevare il carico per poi sparire. Grazie anche all´utilizzo dei social network da parte dei camionisti, la Polizia di Stato ha recuperato due carichi per un valore di oltre 150 mila euro.

I dettagli dell'operazione

“Spesso dietro un grande affare si nasconde un grosso imbroglio". Così il dirigente della Polizia Stradale di Verona, Girolamo Lacquaniti, ha commentato l'operazione che ha portato all'arresto di 5 persone, 4 in carcere e una ai domiciliari, su richiesta del pm Zenatelli accolta dal gip Guidorizzi. In manette sono finiti: Tiziano Bosetti, veronese classe 1966; Simonen Poliziani, veronese classe 1973; Salvatore Romano, originario di Salerno e nato nel 1979; Riccardo Vastola, classe 1985 di Nocera Inferiore; Bruno Brandini, originario di Lecce e residente nel Milanese, classe 1969. Tutti con alle spalle precedenti di polizia per reati analoghi.  Per loro le accuse sono quelle di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, appropriazione indebita aggravata, riciclaggio e ricettazione. 

Nella conferenza stampa tenuta in questura a Verona - riporta Veronasera -  il dirigente Polstrada ha spiegato l'operazione che si è conclusa nei giorni scorsi e che si è svolta nell'ambito del trasporto su gomma. Stando a quanto riferito dagli investigatori, gli accusati avrebbero preso in consegna un'azienda del settore nella zona di Milano che si trovava in difficoltà economiche, allo scopo di risanarla, piazzando un prestanome al vertice, in modo che i loro nomi comparissero il meno possibile sugli atti ufficiali. A quel punto si sarebbero messi sul mercato cercando di sfruttare la credibilità dell'azienda e proponendo alle società interessate a quel tipo di servizio un prezzo fuori mercato, circa la metà di quello normale. Presa la commessa, l'autista veniva poi inviato a prelevare la merce con regolare bolla ma, secondo quanto riferito dalla Polizia Stradale, questa poi veniva poi fatta sparire per essere immessa sul mercato in modo illegale. Per confondere le acque ed eludere i controlli, gli investigatori sostengono che venissero anche scambiate le targhe dei camioni, uno dei quali si è poi scoperto essere stato rubato. 

Le indagini della Polizia Stradale hanno richieste diverse settimane di lavoro, partendo dalle segnalazioni di alcune società di autotrasporti (danneggiate da questa concorrenza sleale) e dalla collaborazione con la classe di autotrasportatori. Grazie soprattutto alle informazioni fornite quest'ultimi e al loro tam tam sui social (dove è partita una vera e propria "caccia" a questi carichi), la Polstrada è riuscita a recuperare importanti carichi in due diverse operazioni, la seconda parallela all'indagine: nel primo caso si trattava di due carichi, da 70 e 80 mila euro, costituiti da prodotti cosmetici e generi alimentari (olio); nel secondo invece il valore complessivo della merce, composta principalmente da materiale plastico e gruppi elettrogeni, arrivava addirittura a 250 mila euro. Sono scattate così le misure cautelari nei confronti degli indagati, trovati nelle rispettive abitazioni, e le perquisizioni, grazie alle quali le forze dell'ordine hanno recuperato gli indizi utili alla Procura per emettere i provvedimenti nei confronti dei 5 individui e anche altro materiale che potrebbe aprire nuovi filoni investigativi. Lo stesso Lacquaniti ha ricordato come spesso gli introiti della malavita derivino da attività illecite nel mondo dei trasporti. 

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