Amalfi e il mistero di Flavio Gioia: chi era costui?

Flavio Gioia: chi era costui? Tra realtà e finzione, leggenda e mito, ecco svelato il mistero del sedicente navigatore e presunto inventore della bussola magnetica ritratto da Alfonso Balzico con l'omonima scultura

In piazza Flavio Gioia ad Amalfi si erge un’imponente statua che ritrae il sedicente navigatore e presunto inventore della bussola magnetica, le cui fattezze sono talmente precise che chi la ammira non potrebbe mai immaginare che questo personaggio non sia, in realtà, mai esistito.
Ogni abitante di Amalfi e chi da turista visita la famosa cittadina costiera, non può non imbattersi nella statua dedicata a Flavio Gioia posta nell’omonima piazza: le fattezze perfette e la cura meticolosa dei particolari non indurrebbero mai nessuno che si fermi ad ammirare l'opera di Alfonso Balzico a pensare che, nella realtà, Flavio Gioia non è mai esistito. Eppure è proprio così: recenti ricerche condotte dalla storica Chiara Frugoni hanno fugato qualsiasi dubbio sulla figura di Flavio Gioia, personaggio a cui diverse cittadine della provincia salernitana hanno dedicato una piazza se non una strada, ma che di fatto non è mai esistito. Com’è possibile che Amalfi gli abbia dedicato addirittura una statua?

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In realtà, tutto è partito dall’opera “De re nautica” di Girardi, che volle attribuire l’invenzione della bussola magnetica a un tale Flavio di Amalfi che i posteri indicarono come Flavio Campano, finché lo storico Mazzella nella sua “Descrizione del Regno di Napoli” non lo apostrofò come Flavio di Gioia, presumibilmente volendo indicare così il luogo di provenienza e non il cognome dello stesso. Col tempo e attraverso le diverse trascrizioni, la particella “di” scomparve del tutto e Flavio di Gioia divenne semplicemente Flavio Gioia, che altro non è se non la storpiatura del nome di tale Flavio Biondo, che nel 1453 lanciò la notizia di come gli amalfitani fossero riusciti a perfezionare la bussola. Più tardi, lo scultore cavese Alfonso Balzico, rimasto particolarmente colpito dal personaggio, gli dedicò la statua che troneggia oggi nella piazza omonima ad Amalfi e che fu protagonista anche dell’Esposizione Universale di Parigi nel 1900, occasione in cui fu anche premiata. Quando tornò in Italia, però, la statua venne esposta per molti anni presso il Museo Balzico di Roma, reso privato nel 1907 dalla regina Margherita. In seguito alla morte dell’artista, i suoi eredi decisero di chiudere il museo e di donare tutte le sue opere alla Galleria d’Arte moderna e contemporanea della capitale: solo la statua di Flavio Gioia venne acquistata dalla città di Amalfi che dal 1926 la mostra fiera nell'omonima piazza.   

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