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Fonderie Pisano, Sinistra Italiana in campo: "Sì alla delocalizzazione, i cittadini vanno tutelati"

Gli esponenti del movimento nato a sinistra del Pd assicurano la loro presenza alle iniziative di proteste che organizzerà il Comitato Salute e Vita insieme ai residenti della zona

Fonderie Pisano

Sinistra Italiana scende in campo per far sentire la sua voce sulla questione delle Fonderie Pisano che “va affrontata al più presto, senza più alcun indugio, a difesa e tutela della vita e della salute dei cittadini”. 
Alla luce della ripresa della produzione, decisa a seguito degli ultimi controlli da parte dell’Arpac, il movimento che si colloca a sinistra del Pd sostiene “le rivendicazioni dei cittadini e delle associazioni che da anni si battono perché si prenda consapevolezza dei danni ambientali ed alla salute delle persone causati dalla produzione industriale della Fonderia. E' tempo di dare soluzione e risposte immediate perseguendo l'obiettivo di riconvertire, ammodernare e delocalizzare sia per tutelare i lavoratori che per garantire  la salute dei cittadini. I cittadini, il Comitato Salute e Vita e la Chiesa salernitana  hanno fatto in questi anni un lavoro enorme per tenere viva questa esigenza”. 

Per gli esponenti della sinistra “occorre individuare un sito al di fuori dell'area industriale della città di Salerno al fine di assicurare una localizzazione compatibile con le esigenze ambientali, agricole di qualità, paesaggistiche archeologiche e produttive ma anche con i processi di urbanizzazione del territorio. Le produzioni industriali non possono essere nè dentro gli abitati urbani , nè in prossimità di aree agricole di qualità, nè in prossimità di aree di interesse ambientale, archeologico e paesaggistico. Non è possibile – spiegano - proporre soluzioni che replicano gli errori già commessi in passato da parte di chi ha programmato lo sviluppo urbanistico di Salerno. Occorre evitare di spostare il problema da una parte all'altra e pretendere un nuovo e moderno insediamento industriale, compatibile con la vocazione del nostro territorio: turistica, agricola, paesaggistica. Pensare di riconvertire le industrie ad alto impatto ambientale in industrie leggere, semmai nel settore ecologico, consentirebbe anche un incremento dei posti di lavoro. Inoltre  nella provincia di Salerno insistono aree industriali con infrastrutture idonee e spazi non ancora saturi né prossimi ad insediamenti urbani dove poter immaginare tale delocalizzazione”.

Non solo. Ma per Sinistra Italina “occorre evitare ogni ipotesi di speculazione, bonificare l'attuale sito produttivo, immaginare una destinazione a zero impatto ambientale che restituisca alla comunità il maltorto di questi anni, garantire gli attuali posti di lavoro, presentare  un piano industriale pluriennale. Noi di Sinistra Italiana provinciale non vogliamo mancare a questo impegno e saremo presenti lunedì prossimo, 14 marzo , alle iniziative organizzate dal Comitato Salute e Vita a sostegno delle cinque proposte del Comitato, ed invitiamo tutti i cittadini a partecipare al  consiglio intercomunale, allo screening medico dei residenti, alla discussione sulla delocalizzazione sostenibile, sulla revoca dell’autorizzazione integrata ambientale e sull’accertamento delle responsabilità per i danni prodotti”. “I diritti alla vita, all’ambiente e al lavoro sono diritti irrinunciabili e che  non devono essere strumentalmente messi in contrasto tra di loro". Infine denunciano alcune omissioni: "Non tutti i soggetti preposti hanno svolto fino in fondo i propri doveri istituzionali di controllo,  contrasto e repressione mentre la proprietà non ha volutamente investito in innovazione ed ammodernamento” .

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