Fonderie Pisano, lettera-appello del Comitato Salute e Vita

Il Comitato e l’Associazione “Salute e Vita” accolgono con preoccupazione e indignazione l’ennesima richiesta di chiarimenti all’ARPAC da parte della Regione Campania

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Presidente  della Regione Campania

On.Vincenzo De Luca

Assessore all’Ambiente della Regione Campania

On. Fulvio Bonavitacola  

ARPAC Dipartimento di Salerno Direttore De Sio

ASL Dipartimento di Prevenzione Servizi Igiene Pubblica

Prefetto di Salerno

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno

Gent. Presidente e Vicepresidente,

il Comitato e l’Associazione “Salute e Vita” accolgono con preoccupazione e indignazione l’ennesima richiesta di chiarimenti all’ARPAC da parte della Regione Campania in merito alla recente relazione redatta dall’Agenzia per l’Ambiente. Le modalità e le tempistiche con cui i due organi dello stesso Enti interagiscono tra loro appare vergognoso e sospetto. Da tempo si assiste ad un rimpallo di comunicazioni, intervallate da lunghi silenzi che hanno come unico scopo quello di temporeggiare, senza prendere posizione, garantendo di fatto alla famiglia Pisano di continuare a lavorare in spregio della legge. Le risultanze delle ultime rilevazioni ARPAC disegnano per l’ennesima volta un quadro allarmante dell’impatto ambientale dell’impianto sulla salute pubblica e sull’ambiente. Tra le gravi difformità evidenziate nella recente relazione, così come in passato, si citano: la mancata applicazione delle BAT riguardanti prevenzione della formazione di diossina, stoccaggio dei rottami e dei rifiuti prodotti, captazione delle emissioni prodotte in varie fasi del processo produttivo e alla separazione delle acque reflue. E’ pertanto certificato che da più di 18 mesi permangono gravi inadempienze da parte dell’azienda. Il rilascio dell’AIA, si ricorda, è subordinato al rispetto di tali BAT, e senza Autorizzazione Integrata Ambientale le Fonderie non possono restare aperte.

Nei mesi scorsi è già stata denunciata la lentezza e i ritardi con cui l’ARPAC ha effettuato e comunicato i controlli prescritti per legge, nonché l’inerzia dimostrata dalla Regione nel sollecitare tali indagini e la mancata assunzione di responsabilità laddove vi erano tutti gli estremi per emanare decreto di diffida e sospensione delle attività. Ci si riferisce alla diffida emessa nel Gennaio 2018 (Prot. 0029791 del 16/01/2018) a seguito dei controlli richiesti dalla stessa Regione Campania nel Gennaio 2017, poco dopo il dissequestro dell’impianto, ed effettuati dall’ARPAC soltanto a partire dal Maggio 2017 e fino a Settembre dello stesso anno. Tali controlli, come si evince dalla Relazione Finale dell’attività ispettiva ARPAC (Prot. 0066824 del 13/11/2017) evidenziano gravissime criticità, ma il documento a parere della Dott.ssa Martinoli non è esaustivo, e pertanto vengono richieste integrazioni (Prot. 0767289 del 21/11/2017). Tale comunicazione, inviata anche al Sindaco di Salerno, rivela una mancata assunzione di responsabilità da parte della Regione, dal momento che la relazione ARPAC contiene tutte le informazioni necessarie per l’emissione di un provvedimento di diffida e contestuale sospensione delle attività, in conformità ai sensi dell’art. 29-decies comma 9 lettera b) del D. Lgs. 152/06, così come accaduto nel 2016. In quel caso, a seguito delle stesse gravi criticità emerse durante un controllo ispettivo, il dirigente Dott. Barretta emanava decreto di diffida e sospensione delle attività a causa delle “situazioni connotate di immediato pericolo e danno per l’ambiente e la salute pubblica”.  Fino al 15/01/2018 non ci sono altre comunicazioni o azioni da parte degli enti coinvolti. L’ARPAC non risponde alla richiesta d’integrazione, la Regione Campania non invia alcun sollecito a riguardo, né tantomeno il Sindaco di Salerno, in qualità di primo responsabile della salute pubblica del Comune di Salerno su cui insistono le Fonderie interviene in alcun modo.

Soltanto il giorno successivo all’incontro tra il Comitato e il Presidente  De Luca, e cioè il 16/01/2018, vengono emessi due diversi documenti relativi alla vicenda, uno da parte del Dipartimento Provinciale dell’ARPAC (Prot. 0002691 del 16/01/2018) e l’altro della stessa dirigente della Regione Campania, la Dott.ssa Martinoli, (Prot. 0029791 del 16/01/2018). Nel primo documento l’Agenzia Regionale rimanda il proprio parere a quanto già espresso nella relazione, sostenendo di fatto di essersi già espressa per quanto di sua competenza.  E’ da notare però che in tale documento è chiaramente dichiarato che la richiesta chiarimenti della Regione Campania datata 13/11/2017 è stata protocollata dall’ARPAC (Prot. 75992/2017) con un inspiegabile ritardo e cioè soltanto il 29/12/2017. L’atto della Regione Campania è invece una diffida che si basa sull’applicazione dell’art. 29-decies comma 9 lettera a) del D. Lgs. 152/06. Tale provvedimento, al contrario della diffida del 2016 a firma del dirigente Dott. Barretta (il quale ha applicato il comma a dello stesso decreto legislativo) di fatto non sospende l’AIA e non dispone il fermo delle attività. Tale decisione appare opinabile, dal momento che appare ormai acclarato che fin dal novembre 2015 le fonderie abbiano creato un pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente e che alle già allarmanti criticità rilevate in quell’anno ora vanno ad aggiungersene altre altrettanto gravi, quale le possibili emissioni di diossina. Tale diffida fu annullata a causa della revoca dell’AIA , provvedimento quest’ultimo sospeso dopo la decisione del TAR di marzo 2018 e poi riemessa con data 05/04/2018 prot.2018.022971 con l’obbligo dell’Arpac di effettuare la verifica dell’ottemperanza della stessa entro il 4 giugno.

L’ARPAC, però si presento solo il 2 luglio ed emise in data 23 luglio con prot. 476440 una  relazione tecnica, rilevatasi non esaustiva da parte della Regione che estrinsecava una richiesta di chiarimenti il giorno 24 luglio con prot.478621 .

In seguito poi il giorno 08/08/2018 ( prot.478621)  l’Arpac trasmetteva i chiarimenti richiesti , ma la Regione ancora una volta riteneva tale relazione non esaustiva chiedendo ulteriore integrazioni (prot. 559855 del 06/09/2018)

La tempistica con cui si sono svolti questi fatti lascia perplessi e dimostra un vergognoso rimpallo di documenti e responsabilità sulla pelle dei cittadini che ancora in questi giorni denunciano miasmi intollerabili e fuoriuscita di fumi molesti dall’impianto, ma – attenzione – non dai camini! I cittadini si sentono abbandonati dalle Istituzioni e assistono a questo penoso spettacolo dello “scaricabarile”, in cui nessuno vuole assumersi la responsabilità di chiudere un impianto obsoleto e fuori legge, delegando questo compito alla magistratura, che purtroppo può agire solo su tempi più lunghi.

Si ricorda che è stato recentemente presentata una diffida al Sindaco di Salerno e ai dirigenti della Regione Campania per richiedere la chiusura dell’impianto e che allo scadere dei 30 giorni dalla tale presentazione verranno prese in considerazione tutte le azioni legali possibili per inchiodare il Comune e la Regione alle loro responsabilità.

Sulla base di quanto detto si richiede al Governatore De Luca e all’Assessore all’Ambiente, nonché Vice Presidente della Regione Campania Bonavitacola la convocazione ad horas di un incontro che veda confrontarsi la Dott.ssa  Martinoli, il Direttore ARPAC De Sio, il Comitato Salute e Vita e i rappresentanti della politica, affinché emergano in modo chiaro le difficoltà che hanno nell’emettere un provvedimento di chiusura pur essendovi tutti gli estremi per farlo. E’ paradossale che la Regione non riesca a garantire nè una comunicazione trasparente tra due organi che dipendono da essa, né un percorso di legalità e trasparenza delle procedure che riguardano la Fonderia Pisano.

Cordiali saluti.

per il Comitato e l’Associazione “Salute e Vita”

Carla Cirillo, Lorenzo Forte

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