Fonderie Pisano, Forte presenta il "ricorso incidentale" alla Corte Europea

“tentativo da parte dei Pisano di sfuggire alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e alla Valutazione d’Incidenza (VI) e impugnando la procedura che obbliga gli stessi a sottoporsi a VIA e VI, come previsto dal Testo Unico Ambientale

Si è tenuta  questa mattina la conferenza stampa del Comitato e Associazione “Salute e Vita” per informare l’opinione pubblica circa altri due importanti passi compiuti nella vicenda legata alle Fonderie Pisano.

Il ricorso

Il presidente Lorenzo Forte ha annunciato il Ricorso Incidentale presentato al Tar in risposta – ha spiegato  - al “tentativo da parte dei Pisano di sfuggire alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e alla Valutazione d’Incidenza (VI) e impugnando la procedura che obbliga gli stessi a sottoporsi a VIA e VI, come previsto dal Testo Unico Ambientale”. Nel ricorso incidentale vengono evidenziati i “gravi errori commessi dalla Dirigente della Regione Campania Martinoli” e alla luce di essi – ha sottolineato Forte – “abbiamo chiesto la revoca dell’annullamento di diversi provvedimenti, tra cui l’ultimo che ha permesso la riapertura dello stabilimento, senza aver realmente sottoposto lo stesso ad alcuna limitazione effettiva. Di fatto permettendo che il pericolo esiziale, ovvero mortale, certificato il 3 ottobre 2018 dall’Arpac, resti a nostro avviso a tutt’oggi in essere”.  

La polemica

Forte, nel corso del suo intervento, ha anche espresso la soddisfazione del comitato perché la procedura di ricorso predisposto contro le Istituzioni italiane è stata definitivamente incardinata e il caso sarà portato il prima possibile all’esame della Corte. “Questa prima comunicazione – spiega il presidente del comitato Salute e Vita - è da considerarsi estremamente positiva in quanto implica il positivo superamento di un primo sommario esame di non manifesta inammissibilità delle doglianze”.  Poi ha ricordato che tra le doglianze sollevate da più di 150 famiglie ricorrenti di Salerno, Baronissi e Pellezzano, ci sono “la violazione del loro diritto alla vita e all’integrità psico-fisica, in quanto le autorità nazionali e locali hanno omesso di adottare le misure idonee a prevenire e fronteggiare non soltanto i danni ambientali e sanitari derivanti dalle emissioni inquinanti provenienti dalle Fonderie Pisano, ma anche la vera e propria emergenza sanitaria causata dal grave inquinamento industriale prodotto dall’opificio”. Inoltre – ha aggiunto Forte – “si contesta la mancata informazione della popolazione locale dei rischi derivanti dalle emissioni delle Fonderie Pisano, la nostra piccola Ilva”. Per finire è fatta espressamente menzione nel ricorso della carente risposta giudiziaria alle istanze della popolazione, che – ha tuonato – “è stata lasciata priva di qualsiasi strumento per opporsi alla violazione su base continuativa delle norme ambientali che incidono negativamente sul godimento della loro vita privata e familiare. Speriamo che le autorità italiane (Stato, Regione, Comune di Salerno, Asl…) vengano finalmente messe dinanzi alle proprie responsabilità”.

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