Fonderie Pisano, striscioni di protesta a Salerno: "Hanno gettato la maschera"

La protesta avviene a pochi giorni da ciò che viene definito come un "atto scandaloso" messo in campo dalla proprietà nell’ambito della revisione del Piano Urbanistico Comunale (Puc)

Uno degli striscioni

Da ieri sera striscioni di protesta sono comparsi in vari punti della città. Il messaggio che la popolazione ha voluto lanciare è chiaro: “Le Fonderie Pisano avvelenano la nostra aria”. Un’affermazione che suona come un grido di disperazione. "Il Comitato e l’Associazione “Salute e Vitanon possono che esprimere solidarietà ai cittadini che da anni soffrono per le emissioni incontrollate delle Fonderie, che, ormai è dimostrato, continuano a perpetuare un danno acclarato all’ambiente ed alla salute dei cittadini".

La manifestazione

La protesta avviene a pochi giorni da ciò che viene definito come un "atto scandaloso" messo in campo dalla proprietà nell’ambito della revisione del Piano Urbanistico Comunale (Puc). “I Pisano - denunciano comitato e associazione - senza vergogna e senza pudore hanno chiesto infatti di mantenere i criteri di premialità legati all’edificabilità dei terreni su cui insiste la fonderia, e di eliminare invece il vincolo di delocalizzazione, adducendo come motivazione l’assenza di lotti fondiari nel comune di Salerno idonei al trasferimento dell’azienda”. Un’eventuale accoglimento di tale richiesta, respinta dal Comune di Salerno,”avrebbe di fatto consentito un’operazione di mera speculazione edilizia a danno dei lavoratori, che sarebbero rimasti senza tutela alcuna. Tale tentativo ha messo in luce un’amara verità e cioè che la proprietà Pisano ha sempre lavorato e intende ancora lavorare in totale spregio della legge sia per quanto riguarda le norme ambientali che della sicurezza dei lavoratori e che, come dimostra non solo il decennale ritardo nel trasferimento della Fonderia, ma anche quest’ultima richiesta, non ha alcuna intenzione  di delocalizzare lo stabilimento, mantenendo un impianto oggettivamente obsoleto e inadeguabile alle attuali normative”.

Per gli aderenti al comitato e all’associazione “si tratta di uno schiaffo alla dignità dei lavoratori delle Fonderia, che pure tante volte sono scesi in piazza a difesa della Proprietà, e che i Pisano “scaricherebbero” senza alcuna remora. Ci si sarebbe aspettata una reazione delle rappresentanze sindacali locali, presenti nella fabbrica come la Cgil che avrebbero dovuto scagliarsi contro i Pisano e che invece ancora una volta, tacciono. Sarebbe bene che ci si rendesse conto che le responsabilità di un lavoro a singhiozzo e della mancanza di certezze per il futuro non sono di chi, come il Comitato, ha fatto emergere la verità, né di chi l’ha urlata mosso dall’esasperazione e dallo sdegno e affigge striscioni, ma di chi, agendo in modo ambiguo e omertoso, si è reso complice della condotta scellerata dei Pisano”.

L’appello ai giudici:

“Confidiamo nella magistratura auspicando che le richieste fatte dai Pm Polito e Guariello nell’ultima udienza del 17 settembre con l’intervento importantissimo del nostro avvocato Fabio Torluccio di 1e 6 mesi di carcere per l’intero consiglio d’amministrazione della Pisano Spa e la richiesta di interdizione per sei mesi dello stabilimento oltre la richiesta di risarcimento di 165 mila euro per i danni ripetutamente effettuati e certificati dall’Arpac vengano accolte dal Giudice che auspichiamo emani una sentenza esemplare che dia Giustizia e Verità”.

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