Salerno piange Marta Naddei: l'ultimo saluto alla giornalista, tutti stretti attorno alla famiglia

"Marta era una persona solare, libera, sorridente, trasparente. - ha detto Don Sabatino durante l'omelia - Al Signore che ci ama in maniera pazza, offriamo la nostra amarezza, incomprensione"

Un momento dei funerali

Lacrime, amari interrogativi e preghiere, stamattina, presso la chiesa di Santa Margherita, a Pastena, per l'ultimo saluto a Marta Naddei, giovane giornalista salernitana spirata tragicamente ieri pomeriggio, a seguito di un terribile incidente stradale avvenuto venerdì notte, sul lungomare di Salerno. Per cause da accertare, la 33enne è caduta dal suo scooter: troppo gravi, le ferite riportate che, nonostante i tentativi dei medici dell'ospedale Ruggi, le hanno strappato la vita. La giovane ha donato le sue cornee, come ultimo gesto d'amore.

La folla

Gremita, la chiesa, alle 13 di oggi, per i funerali della giovane. Distrutti, familiari, amici e colleghi per la sua improvvisa e prematura scomparsa.Tra i presenti, il sindaco Vincenzo Napoli, l'assessore alla Cultura Tonia Willburger, i consiglieri comunali Paky Memoli, Veronica Mondany, Leonardo Gallo, Roberto Celano, Peppe Zitarosa, Dante Santoro, il presidente del consiglio comunale Alessandro Ferrara. E ancora il deputato Gigi Casciello, l'ex sindaco di Salerno Aniello Salzano, il portavoce di Stefano Caldoro, Gaetano Amatruda e tanti altri esponenti politici, oltre che i colleghi della stampa. A condurre la bara in chiesa, i giocatori della squadra di calcio a 5 Alma Salerno di cui la Naddei era addetta stampa.

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Il ricordo

"Marta era una persona solare, libera, sorridente, trasparente. - ha detto Don Sabatino durante l'omelia - Al Signore che ci ama in maniera pazza, offriamo la nostra amarezza, incomprensione. Non capiamo questo momento. Ma solo Lui  può dare un senso alla nostra vita. Lei, nella sua professione, è stata sempre attenta, vigile: lavorava affinché amore e verità camminassero insieme. Lei ha contribuito a sensibilizzare tutti perchè tutti ci sentissimo protagonisti e non spettatori. Lei è entrata nelle cose per farcele capire, a difesa della verità". In chiesa, anche il presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli: "Quando la conobbi all'Ordine dei Giornalisti, la prima cosa che mi colpì furono i suoi occhi. Marta era una persona che ti guardava e ascoltava. Aveva un grande amore per la sua professione". "Non avremmo voluto preparare il giornale oggi, ma lei ci avrebbe rimproverato - ha spiegato il direttore di Le Cronache, Tommaso D'Angelo -  La chiamavo Martina, a lei non piaceva, ma così me la presento Don Luigi, il parroco di San Felice in Felline". "Il ricordo di Marta è di una persona di un'intelligenza viva e brillante. Il suo umorismo, mai sgradevole, riusciva sempre a farmi sorridere", ha aggiunto il presidente della Claai, Gianfranco Ferrigno, con cui la giornalista aveva intrapreso una nuova esperienza editoriale. Tanti applausi all'uscita della bara, seguiti dalla benedizione nel piazzale esterno. Dolore.

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