"Furore-il vento della speranza", nel cast c'è l'attore cilentano Renato Marotta

E' stato protagonista già di numerosi film tra i quali “Onore e Rispetto”, “Io non Dimentico”,”Radio West”,”Noi Credevamo”,” Io e mio figlio”,”Marcinelle”,”Caterina e le sue figlie”,”Don Matteo”.

Renato Marotta con una collega attrice

Da qualche domenica su Canale 5 alle ore 21.20 e per otto puntate sta andando in onda Furore – il vento della speranza, seguitissima serie tv giunta alla seconda serie. Tra gli attori principali troviamo il talentuoso attore cilentano, originario di Laurino, Renato Marotta nel ruolo di Baffone, già protagonista di numerosi film tra i quali “Onore e Rispetto”, “Io non Dimentico”,”Radio West”,”Noi Credevamo”,” Io e mio figlio”,”Marcinelle”,”Caterina e le sue figlie”,”Don Matteo”.

La curiosità

L’intenzione della Ares, la casa di produzione di Furore - il vento della speranza è quella di raccontare nella seguitissima  serie tv  della quale fino ad ora sono andate in onda 5 puntate su 8,storie semplici ma dalle tematiche sociali forti, con storie tratte dal passato e delle  difficoltà ed i pregiudizi dei meridionali che, nel dopoguerra, arrivavano al Nord in cerca di lavoro: ghettizzati, accusati di portare malattie e ognuno di loro con una storia da raccontare. Tra le varie storie che si intrecciano vi è quella di “Baffone” gestore di un bar e amico del protagonista “Saro” e di tutti i meridionali che animano il colorato borgo del “budello” ambientato nell’immaginario posto turistico e balneare “Lido Ligure”. Eccezionale il cast della fiction che vede tra i protagonisti Massimiano Morra, Francesco Ferdinandi, Remo Girone, Adua Del Vesco, Lorenzo Flaherty, Laura Torrisi, Serena Grandi,Elena Russo, Raffaella Di Caprio, Angela Molina e Giuliana De Sio.

Il curriculum

Diplomatosi nel 1998 all’ Accademia D’ arte Drammatica, Renato Marotta tra i tanti impegni artistici e lavorativi ha conseguito anche una laurea in Cinema Digitale alla Sapienza, con una tesi sperimentale sul montaggio, al fianco del grande etnomusicologo Francesco De Melis; curando sia la regia che il montaggio del film sul Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari. La sua capacità creativa e poliedrica lo rendono un Artista molto originale e produttivo, sia nella musica che nelle arti teatrali e cinematografiche.  Dopo aver realizzato diversi cortometraggi come regista finalmente è in procinto di girare la sua opera prima per il Cinema.  Al momento è alla ricerca di fondi  per realizzare il suo film con un cast di primo ordine e una tematica molto accattivante.  Le location e la storia si svilupperà interamente nella terra che gli ha dato i natali, il Cilento. La trama del film si intreccia fra personaggi e luoghi paradisiaci e poetici, in un viaggio ricco di suspence e colpi di scena. Renato oltre al teatro al cinema e alla regia si occupa anche di montaggio video e sonorizzazioni audio ma è grazie alla musica che Renato mantiene un filo diretto con il Cilento. Musicista sin dall’età di 8 anni (inizia con lo studio della tromba) .Come cantante singolo e in gruppi musicali vari e multigenere, ha all’ attivo oltre 1.500 concerti.  Dal 2010 è il “frontman”,cantante,chitarrista e autore dei brani del gruppo Statale18. Il progetto discografico ultimo si intitola “Revoluscionary Road”uscito nel 2017 . Renato da aprile si concentrerà sul tour con il gruppo Cilentano per portare in giro il progetto discografico composto da una raccolta di tracce e di segni del Mezzogiorno d’Italia, che concretizza il felice incontro con la musica pop, rock dell’Europa del nord. L’idea di intreccio etnica viene espressa attraverso la varietà di timbri, accenti, contrasti e melodie, da noi assorbite e rielaborate. Lo spettacolo resta comunque omogeneo, a dispetto della varietà degli stili musicali e dei musicisti che lo eseguono. Il filo conduttore, infatti, è l’idea di contaminazione, di nomadismo emozionale, inteso come attività intellettuale e ricerca di confronto con culture diverse. Nei brani proposti, tutti inediti, la band dimostra totale padronanza di stili e prassi esecutive, ma è soprattutto la pienezza coinvolgente degli arrangiamenti, la combinazione dei suoni eterogenea, l’energia del rock di certi passaggi, la capacità di assumere influenze world, senza rinunciare all’identità sonora cilentana e campana, a rendere questo spettacolo unico ed accattivante arricchito con una serie di cover a tema e brani conosciuti del panorama pop italiano.

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