Furto al "Profagri", il dirigente Turchi: "Sacrifici in fumo: chiediamo protezione"

Il Profagri si sente una "scuola-bancomat, in cui chiunque entra ed esce a piacimento, portando via agevolmente quanto acquistato con fatica, progettazioni, bandi di gara

Turchi

Due duri colpi in tre giorni al Profagri, nell’unico istituto di scuola superiore, in Campania, che si occupa esclusivamente di agricoltura. "Una scuola che è sempre più un punto di riferimento sia della provincia di Salerno, sia della stessa Regione, per i prossimi Piani di Sviluppo Regionale. Una scuola che sta attirando su di sé le attenzioni del mondo agricolo, perché in grado di essere un vero modello in termini di attività didattica, di ricerca e sperimentazione, di valutazione in progress delle esigenze del sistema produttivo, di assistenza tecnica ed economica qualificate - sottolinea il dirigente scolastico, Alessandro Turchi - Questa scuola, che ha cinque sedi in provincia, nel giro di due notti in tre giorni è stata oggetto di furti ingenti nella sede principale, a Salerno. I ladri, noncuranti dell’antifurto esistente, hanno, nel corso di due incursioni, prelevato centomila euro di materiale informatico e di accessori per le attività agricole. Una azione ed una cifra considerevoli di per sé, ma ancora più catastrofiche se si pensa che sono capitate in una scuola del sud, una scuola della nostra provincia, dove l’agricoltura è essenziale, basti pensare che il PIL agricolo qua è doppio rispetto al resto d’Italia. Una azione terribile visto che stiamo parlando di materiali acquistati con i fondi europei, quegli stessi fondi di cui si dice che molti amministratori non fanno buon uso. Noi ne facciamo, sempre, buon uso, e le attrezzature informatiche rubate, come pure gli accessori agricoli, erano stati proprio acquistati per migliorare le dotazioni dei nostri alunni e metterli in condizione di lavorare e studiare al meglio".

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Il Profagri si sente una "scuola-bancomat, in cui chiunque entra ed esce a piacimento, portando via agevolmente quanto acquistato con fatica, progettazioni, bandi di gara. I ladri sono venuti una notte. Non avevano finito il lavoro. Hanno lasciato tempo alle forze dell’ordine di fare un sopralluogo il giorno dopo e poi, nella successiva notte, sono tornati a completare il lavoro, con una impudenza che ha dell’incredibile", continua il dirigente. "Riteniamo scandaloso che le scuole pubbliche non siano tutelate e siano lasciate alla mercé di chiunque voglia e possa delinquere. I nostri studenti non potranno utilizzare le LIM appena acquistate, non potranno utilizzare il nuovo laboratorio informatico, non potranno utilizzare, per le esercitazioni, il trattore con gli accessori; i nostri docenti non potranno utilizzare i tablet appena comprati (uno per classe). Insomma i tentativi di ergersi e di guardare avanti, le speranze di crescita e di innovazione, la voglia di essere una scuola all’avanguardia, sono tutte ancora una volta frustrate. Se le nostre scuole sono spazi di formazione e di crescita delle nuove generazioni, se sono il trampolino di lancio verso il mondo di domani, è inammissibile che non vengano protette e siano lasciate cadere pezzo su pezzo", ha aggiunto amareggiato. Secondo Turchi, per reintegrare quanto ci è stato rubato con i fondi a disposizione delle scuole, ci vorranno circa venti anni di sacrifici. "Chiediamo che la nostra scuola, come un qualsiasi luogo di interesse pubblico, venga messa sotto protezione", ha concluso il dirigente scolastico.

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