Palasele di Eboli, è scontro tra la Fimo e il Comune sulla gestione del bar

Il vice sindaco Di Benedetto: "La società condannata ed il suo difensore, il senatore Cardiello, omettono di dire nella diffida che il Consiglio di Sato ha già rigettato, l’8 marzo scorso, il decreto cautelare, in pratica la sospensiva della sospensiva"

Il Palasele

Una vera proprio diffida è giusta agli uffici comunali di Eboli, con la quale la società Fimo srl, esclusa dall’affidamento della gestione del bar nel Palasele e ritenuta inadempiente dal Tar nei confronti del Comune di Eboli, diffida dal proseguire nelle operazioni di sgombero. Una diffida - fanno sapere da Palazzo di Città - che, secondo il legale della società, il senatore Franco Cardiello, si giustificherebbe con un giudizio pendente davanti al Consiglio di Stato.

Sulla questione interviene il vicesindaco Cosimo Pio Di Benedetto, che precisa: “La società condannata ed il suo difensore, il senatore Cardiello, omettono di dire nella diffida che il Consiglio di Sato ha già rigettato, l’8 marzo scorso, il decreto cautelare, in pratica la sospensiva della sospensiva”. Le attività di sgombero forzato erano state avviate all’indomani della sentenza del Tar della Campania, sezione di Salerno, con la quale i giudici avevano dato ragione al Comune di Eboli relativamente al nuovo bando di affidamento, sentenziando la situazione di inadempienza contrattale della società Fimo relativamente al periodo per il quale era risultata aggiudicataria della gestione del bar interno al palazzo dello sport di Eboli.

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