Solo e con una grave patologia cronica: ci pensano gli "angeli di Nefrologia" al Ruggi, la storia

A seguito di una serie di vicissitudini, le sue condizioni erano precipitate improvvisamente: è stato salvato in corner dal team di Nefrologia del Ruggi di Salerno che, con professionalità ed umanità, lo ha preso a cuore

Solo, senza riferimenti, con difficoltà linguistiche e in condizioni di salute decisamente critiche. Eppure il sorriso non è mai mancato mai sulle sue labbra: è giunto presso l'ospedale Ruggi di Salerno qualche settimana fa, graziato dal Cielo, probabilmente, per essere sopravvissuto ad un lungo viaggio in treno affrontato nonostante l'urgenza di sottoporsi alla dialisi. D.O. , queste le sue iniziali, è un giovane di colore che, qualche anno fa, è approdato come tanti in Italia, dopo un'estenuante avventura in mare, su uno dei barconi di fortuna che traghettano sogni e speranze, troppo spesso poi infranti. Poco più che 20enne, il giovane è reduce di una serie di esperienze complesse, da un punto di vista sociale, lavorativo e sanitario. Con una grave insufficienza renale, dopo essere stato costretto a lasciare il lavoro ed aver incontrato sul suo cammino personaggi non sempre gentili, D.O. ha iniziato a far i conti con una patologia cronica di cui neppure lui, inizialmente, percepiva l'entità.

La storia

A seguito di una serie di vicissitudini, le sue condizioni erano precipitate improvvisamente: è stato salvato in corner dal team di Nefrologia del Ruggi di Salerno che, con professionalità ed umanità, lo ha preso a cuore, facendo per il giovane molto più di quanto previsto dal protocollo medico. Ad iniziare dal personale, come, in particolare, la signora Maria Maiellaro, ribattezzata dallo stesso ragazzo "mamy", per le attenzioni e le cure che la dipendente gli ha fornito spontaneamente e, per l'appunto, maternamente. Prezioso, l'impegno dei medici, in particolare della dottoressa Paola Marotta, del dottor Alfonso Salvati  e del dottor Giancarlo Bilancio che, rendendosi conto della situazione, hanno supportato il giovane con ogni mezzo, preparando anche l'iter per il percorso di dialisi post ospedaliero, senza risparmiarsi in alcun modo. Non solo: dai biscotti, ai capi di abbigliamento. D.O. ha ricevuto sorrisi e aiuti da parte del personale ospedaliero che gli ha reso meno duri i giorni di degenza. Un sostegno essenziale per il giovane che, in tal modo, ha potuto ricevere, dopo i traumi e le difficoltà vissute, una sorta di inatteso "risarcimento" in termini di umanità e solidarietà, dalla parte più bella e, in fondo, più silenziosa che rara, della nostra società che non ha dimenticato il valore di una mano tesa. Solo tre parole, sulla vicenda, da D.O., pronunciate con il cuore, a tutti i suoi angeli in camice bianco: "Grazie...grazie mille".

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