Impianto di compostaggio a Castelnuovo Cilento, continua la battaglia di Gigi Vicinanza della Cisal

Vicinanza: “Ora serve l’apporto dei sindaci del territorio. Ci dicano da che parte stanno. I residenti del comprensorio non vanno abbandonati”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Un confronto con i sindaci per rafforzare il fronte del no in merito alla realizzazione di un impianto di compostaggio della frazione organica dei rifiuti a Castelnuovo Cilento. L’appello arriva da Gigi Vicinanza, sindacalista della Cisal provinciale, che continua a spostare la causa del comitato “No alla Terra dei Fuochi a Vallo Scalo - Valle dell’Alento”. “Dopo il primo messaggio ho ricevuto tanti attestati di stima da parte dei cittadini, ma ora è giusto che gli amministratori locali prendano una posizione in merito. Voglio ricordare che sindaci, consiglieri comunali e assessori non sono i padroni del territorio ma rispondono a regole precise dettate dalla democrazia: sono dei delegati attraverso il voto della comunità e devono lavorare per il bene di quest’ultima e non affossarla prendendo decisioni scellerate”.

Il sindacalista della Cisal, dunque, continua a garantire sostegno in tutte le sedi al fronte del no. “Resto contrario alla realizzazione di un impianto di compostaggio della frazione organica dei rifiuti a Castelnuovo Cilento. Ribadisco che si tratta di uno schiaffo al territorio e un modo di snaturare per sempre quello che la Madre Natura c’ha donato. In questa battaglia sono al fianco degli amici di Vallo Scalo e di tutto il comprensorio, ma ora serve arrivare allo step successivo con l’ingresso in campo dei sindaci. Vorrei ricordare a qualcuno che ci troviamo in pieno territorio del Parco Nazionale del Cilento e questo sito vorrebbe dire compromettere un intero ecosistema. La realizzazione del sito lungo la Statale 18 è un regalo che nessuno vuole e che adesso si vuole appioppare alla Valle dell’Alento. Chi ha deciso la sua costruzione in quel punto non ha mai sentito parlare veramente del “serbatoio produttivo della Valle dell’Alento”, poiché non ne comprendono il significato perché estranei alle tradizioni e alle necessità di questa gente. Il sito voluto dai soliti noti è semplicemente sbagliato, anzi rischia di essere un cancro per il territorio”, ha concluso Vicinanza.  “Un motivo ci sarà se altre località, meno prestigiose della Valle dell’Alento, hanno rifiutato questa opera. Ecco perché, personalmente, dirò sempre di no alla realizzazione di un “sito spazzatura” nel cuore del Cilento”.

 
 

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