Incendi a Battipaglia, la sindaca presidia lo Stir. Costa: "Dietro c'è qualcosa di losco"

Esplode la protesta dei residenti che scendono in strada affiancati dalla prima cittadina Francese: "Non me ne andrò di qua fino a quando non avrà risposte dalla Provincia e soprattutto dalla Regione"

Dopo la decisione della Provincia, che prevede la permanenza delle 2mila tonnellate di frazione umida trattata anaerobicamente (la cosiddetta futa) all'interno dello Stir di Battipaglia e alla luce del nuovo incendio verificatosi nella zona industriale, esplode la rivolta dei residenti e l'ira della sindaca Cecilia Francese. Questa mattina un gruppo di residenti ha protestato prima davanti e poi all'interno del Municipio, dove sono stati raggiunti dalla prima cittadina che ha annunciato di voler bloccare ad horas l'attività del sito ed ha chiesto a tutti i battipagliesi di recarsi dinanzi all’impianto che riceve i rifiuti di tutta la provincia di Salerno: "Non me ne andrò di lì fino a quando non verrà qualcuno a darci delle risposte e a rassicurarci".

La polemica

Dall'incendio della scorsa notte, che "sembrerebbe doloso", afferma la sindaca Cecilia Francese, sarebbe nata una nube tossica che ha spinto la stessa Amministrazione a richiedere "l'installazione di una centralina per il monitoraggio dell'aria. Nelle prossime ore, e non appena i dati verranno resi disponibili dai tecnici, informero' immediatamente circa i risultati dei test". Il rogo, le cui cause sono tutte da accertare, segue di poche settimane, quello che ha coinvolto, sempre nella medesima area, un deposito di rifiuti. L'azienda di pneumatici andata a fuoco, sottolinea ancora la sindaca, "proprio due è stata controllata per il carico di rifiuti speciali gestito". "Ricordo che il Comune di Battipaglia - spiega Francese - si oppose in conferenza dei servizi in Regione Campania alla riapertura del sito, oltre un anno e mezzo fa, dopo il sequestro da parte della polizia locale per diverse inosservanze legislative. La societa' che all'epoca gestiva il sito si oppose al provvedimento di sequestro e, nelle more di bonificare l'area e ripristinare lo stato dei luoghi, la Regione autorizzo' la riapertura ad un'altra societa' nonostante l'opposizione del Comune di Battipaglia". "La citta' è sotto assedio. Un assedio permesso da altri ma che oggi non e' piu' possibile tollerare e sostenere", rimarca il primo cittadino. "Il costo da pagare per la mia gente e' altissimo e non sono piu' disposta ad attendere chissa' che. È evidente che esiste un disegno criminale di sotterrare sotto ai rifiuti questa terra e avvelenarli con la puzza. Anche in ragione di questo nuovo grave episodio accaduto questa notte - conclude Francese -, ho chiesto a Sua Eccellenza Francesco Russo, prefetto di Salerno, la convocazione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico invitando anche governatore  della Regione Campania e il presidente della Provincia di Salerno".

L'intervento del ministro

"A Battipaglia sta accadendo qualcosa di losco. È una guerra e le vittime sono i cittadini che in quel territorio soffrono da troppo tempo". Cosi' il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa commenta l'incendio di vaste dimensioni divampato la scorsa notte in un'azienda di trattamento rifiuti speciali nella zona industriale di Battipaglia. "Quando il 24 agosto scorso ho incontrato i cittadini - aggiunge Costa - ho promesso loro che, in caso di riconferma, avrei immediatamente avviato un tavolo tecnico. Ne ho parlato con la direzione generale e i tecnici, e oggi stesso partiranno le convocazioni di un tavolo con i sindaci dell'area, la Regione, i presidenti di Provincia e Citta' metropolitana e chiaramente il Ministero". "Chiedo a tutti di venire con proposte concrete da condividere - sottolinea ancora il ministro -, perche' se gli amministratori pubblici si separano e cercano le differenze questa guerra la perderemo tutti e chi paghera' il prezzo piu' salato saranno i cittadini inermi. Se lavoreremo insieme, invece, la vinceremo"


 

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