Intervento per la continuazione dell’attività inquinante da parte delle Fonderie Pisano

Da ieri mattina a tutt’ oggi, l’aria è tornata irrespirabile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

A seguito di nostre richieste di chiarimenti  rivolte all’Arpac ed alla Regione Campania, venivamo a conoscenza che l’attività era ripartita sulla scorta della  comunicazione delle Fonderie dell’applicazione delle misure per la tutela della salute pubblica.

 In assenza delle indicazioni che gli enti preposti avrebbero dovuto effettuare, appare drammaticamente chiaro il  tentativo di svolgere un intervento raffazzonato per  ottenere, in via del tutto burocratica ed amministrativa, un via libera per continuare a svolgere l’attività inquinante alla quale siamo purtroppo abituati. Se l’obiettivo di questa riapertura era quello di provare l’efficacia delle misure apportate in questo periodo dalle Fonderie all’attività produttiva, possiamo  asserire, senza paura di smentite, che risulta evidente il totale fallimento.

Le Fonderie Pisano, nel maldestro tentativo di far verificare le eventuali migliorie che avrebbe teoricamente apportato agli impianti, continuano la loro comprovata  opera di avvelenamento della Valle dell’Irno. Da ieri mattina ci siamo risvegliati nell’inferno di sempre, in totale spregio delle nostre speranze, di cittadini liberi ed onesti,  di non vedere calpestati i sogni  e le speranze di tutela dei beni preziosi del diritto alla salute e del diritto alla vita.

Si torna di fatto a prima del 5 Ottobre, quando l’attività dell’impianto è stata sospesa per gravi motivi di pericolo diretto all’ambiente ed alle persone.   L’ombra della ripartenza dell’attività produttiva, sospesa dalla Regione confermata in seguito dal TAR di Salerno, in questo momento è tornata a insidiarsi nelle  nostre vite, con un mero tentativo di applicare una serie di misure inefficaci ad abbattere realmente l’inquinamento dell’impianto fonderia.

Solo il 3 Ottobre 2018, l’ultima relazione dell’Arpac metteva nero su bianco il pericolo “esiziale” che questo insediamento produttivo promuove nella valle dell’Irno. Continueremo a vigilare instancabilmente sulla vicenda e, essendosi trattato di una semplice prova, chiediamo immediatamente la sospensione dell’attività inquinante  che da ieri mattina e fino a questo momento ci sta rendendo la vita impossibile.

Affinché nessun imprenditore possa perpetrare un’azione a danno di migliaia di cittadini, così come chiarito nell’ordinanza del TAR di Salerno in data 21 Novembre 2018  che ha spiegato come si legge: “Rilevato che il lemma esiziale indica, in modo inequivocabile, ciò che è “mortale” o “pregiudica irrimediabilmente la salute”.

 
 

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