Scuola “fantasma” a Macchia di Montecorvino Rovella: mancano studenti e bus

L'Ufficio Scolastico Regionale e quello provinciale non riconoscono il codice meccanografico alla scuola secondaria di primo grado. La dirigente scolastica Lea Celano, in assenza di risposte, è pronta a chiudere l'istituto

L'istituto comprensivo "Trifone"

L’anno scolastico inizia tra disagi e polemiche nel comune di Montecorvino Rovella, dove Lea Celano, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Trifone”, sta affrontando senza non poche difficoltà il problema del plesso “fantasma” situato nella frazione Macchia, poichè l’Ufficio Scolastico Regionale e quello provinciale non riconoscono il codice meccanografico alla scuola secondaria di primo grado. Pur in assenza di tale requisito la dirigente, già all’atto del suo insediamento, avvenuto a settembre 2015, ha deciso di procedere in deroga garantendo comunque il regolare svolgimento delle lezioni. Sarebbe stato possibile proseguire allo stesso modo anche quest’anno se si fosse formata la prima classe. Ciò, però, non è avvenuto a causa del mancato raggiungimento del numero necessario di iscrizioni entro il 28 febbraio scorso. Mancando gli studenti, dunque, non è stato possibile nominare un ulteriore docente che avrebbe il compito di garantire un’adeguata sorveglianza nei giorni di assenza dei colleghi.

Al problema docenti si aggiunge, inoltre, quello dei lavori di sopraelevazione che l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Egidio Rossomando, ha avviato nel plesso scolastico di Macchia. I lavori, cominciati a giugno, non sono ancora finiti. E, infatti, il direttore tecnico non ha concesso l’agibilità al piano superiore. Cosa si potrebbe fare? Al momento la dirigente scolastica può garantire per altri dieci giorni i doppi turni nelle aule ubicate al pian terreno per evitare di penalizzare gli studenti della scuola secondaria di primo grado. All’undicesimo giorno, però, diventerebbe definitivo il decreto di chiusura per la scuola che è stato già firmato dalla professoressa Celano. In assenza di spazi, di un corpo docente sufficiente e del codice meccanografico i 56 studenti di Macchia dovranno essere accorpati nella sede centrale nel paese. Ma ecco spuntare un altro problema: il trasporto degli studenti. E' di competenza del Comune o della dirigenza scolastica?

In attesa che si consumi il balletto delle responsabilità nelle prossime ore il suono della campanella darà il via all’anno scolastico dei disagi.

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