L’emergenza “indotta” della Sanità Campana: la lettera

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Art. 32 : Diritto alla salute
Recita così uno dei primi punti della costiuzione italiana. Ma come può garantire questo diritto, un sistema sanitario che in salute non è?
La Campania è da decenni maglia nera per la qualità della pubblica sanità, nonostante investa tantissimo nella formazione di tutti i professionisti sanitari . Professionisti che nella maggior parte dei casi hanno dovuto fare le valigie e andare fuori regione alla ricerca di un posto di lavoro con un contratto stabile e duraturo. In questa mia ennesima lettera di denuncia vorrei ancora una volta spostare i riflettori su questa assurda situazione , mi soffermo soprattutto sulle figure del comparto della sanità. Ossia Infermieri, Ostetriche, Operatori Socio Sanitari vittime della loro stessa regione e della sua scellerata gestione. Emigrare per lavoro , è stato per molti l unico modo per sperare di ritornare in Campania quanto prima, dato che negli scorsi anni era in vigore il blocco del turn over e quindi il blocco delle assunzioni e dei concorsi. Un sistema sanitario ,quello campano, che faceva , e continua a fare acqua da tutte le parti ,con sperperi di denaro inauditi , in un momento in cui si chiedeva di risparmiare. Sperperi di denaro indiretti : sono quelli causati da un offerta di assistenza sanitaria scadente che alimenta quel “turismo sanitario” verso regioni più virtuose e che mette in moto un processo di risarcimento ticket con cifre da capogiro. Per intenderci , non è che se un cittadino campano và ad operarsi a Milano o Bologna , la sanità campana ha risparmiato o si è liberata di un problema. Anzi con tutta probabilità dovrà risarcire alla regione che accoglie il nostro concittadino un ticket più alto di quello che avrebbe speso rimanendo nei confine regionali1. Ma come biasimare chi decide di andarsi a curare altrove ,conoscendo buona parte della realtà sanitaria campana? Campania che come dicevo inizialmente forma queste figure nelle sue università per poi vederle andare via , e con loro va via anche l economia che nuovi posti di lavoro avrebbero portato in regione, vanno via quelli che sarebbero dovuti diventare i futuri professionisti della regione, va via la gioventù , và via la qualità ,vanno via i sogni. Tuttò ciò a discapito di un sistema sanitario regionale che appare ancora come quelle “vacche” che grasse non sono più, ma che comunque riescono a tenere in vita una marea di “insetti” che continuano a succhiare sangue. Scandaloso e inaudito è il sistema con cui la sanità regionale si è riempita di lavoro somministrato con appalti rivolti ad agenzie interinali che negli anni sono fiorite in Campania.

Il lavoro somministrato sta creando e ha creato danni su più fronti, sia per quanto concerne la qualità dei servizi elargiti, sia per quanto riguarda l’economia. Basti pensare alle richieste di risarcimento per malasanità. Ma ha soprattutto aumentato quella diffidenza e quella sfiducia cronica e storica verso l amminisrtazione statale nella nostra regione, mandando all’aria quello che è lo sviluppo del senso civico. Voglio approfondire e illustrare meglio quest’ultimo mio concetto. Chiedetevi che idea possono continuare a maturare i cittadini campani che devono usufruire della sanità pubblica. Si vedono quasi “respinti” dalle solite liste d’attesa lunghissime per esami diagnostici, e sono spesso vittime dirette di episodi di malasanità. Chiedetevi che qualità del servizio sanitario si può avere con un reclutamento di “professionisti della salute” fatto per conoscenza e per favoritismo2 ,che vengono piazzati quà e là dove c’è necessita di coprire una carenza organica. Infermieri e oss usati come tappa buchi , come se si trattasse di operai che lavorano in catena di montaggio e ripetono sempre le stesse manovre su macchine , su oggetti. Qui invece parliamo di una professione, di un’arte molto complessa che spesso viene espletata in posti di lavoro altrettanto complessi e specialistici che necessitano di affiancamenti, tutoraggio, formazione continua e aggiornamenti che a questi lavoratori non vengono garantiti. Si denigra quella che è la nostra professione in questa maniera, si fa finta di elargire un servizio sanitario regionale riempendo questi buchi nell organico di comparto , e nonostante ciò non si riescono a garantire i Lea ,ossia i livelli essenziali di assistenza. Notizia di qualche giorno fà divulgata dallo stesso ministero della salute dopo un report eseguito su buona parte delle regioni italiane3. Questa dei Lea e dei fondi che ne derivano è una lunga storia che va avanti da svariati anni, sarà pur vero, come sostengono in molti che la ripartizione economica si basa su un metodo inequo che porta sempre più soldi a chi già ne ha ,e quindi elargisce un assistenza migliore4. È pur vero però ,che con quello che viene elargito alla nostra regione si poteva comunque fare meglio e quanto meno direzionare gli investimenti sanitari su progetti più solidi, concreti e duraturi. Come per esempio è stato per i concorsi di mobilità che finalmente la regione ha iniziato a bandire nel 2016. E anche qui non sono mancate le incogruenze da concorsi di mobilità in cui si richiedeva addirittura una prova preselettiva5 , ad aziende pubbliche che continuavano6 e continuano7 a rinnovare appalti milionari con agenzie interinali, banditi negli anni addietro . Nonostante sia stato ribadito (decreto n°6 del 11/02/2016 8) e messo in atto, un progressivo piano di eliminazione totale delle agenzie interinali dalla sanità pubblica regionale, permangono alcune situazioni che appaiono fuori controllo9. É l’esempio dell’azienda ospedaliera dei colli e dell asl di Caserta, quest’ultima ha rinnovato qualche giorno fà, il suo appalto per la fornitura di lavoro interinale trovando ben, un milione di euro10.Spiccioli in confronto comunque ai 63 milioni inizialmente stanziati , e poi tagliati a 21, per l’A.O. dei colli di Napoli11. Ci si arrampica sugli specchi giustificando il tutto con i Lea da raggiungere , ma intanto cercando negli albi pretori, si legge in varie delibere di ricorsi su ricorsi, e di risarcimenti per malasanità . Ci si trova in una cronica urgenza , in una cronica carenza di personale che trova un’apparente e superficiale soluzione nel ricorso a queste agenzie. E capita così ,che facendo un veloce reportage, si scopre che nella sola provincia di Caserta poco più del 70% dei lavoratori di queste agenzie interinali sono parenti di personale sanitario , sindacalisti , personale amministrativo e dirigenziale12 . Come se non bastasse, a rincarare la dose, nel vero senso della parola, c’è la spesa di tutto questo teatrino che non è assolutamente indirizzata al risparmio ; ma anzi come è stato denunciato all’ANAC ed alla Corte dei Conti dal “Movimento Infermieri Campania & Professioni Sanitarie” 13 c’è uno sperpero di circa il 30% in più rispetto ai costi di assunzione da pubblico concorso . Senza riuscire poi a calcolare il danno dovuto all’erogazione di servizi e prestazioni sanitarie scadenti dovute alla modalità di assunzione del personale ed ai fondi destinati ai “beni e servizi” che vengono prosciugati ed indirizzati alle agenzie interinali. Questo fondo nominato appunto “beni e servizi” è quello da cui bisognerebbe attingere per la spesa di tutti i presidi sanitari (siringhe, cerotti, cateteri, barelle, gesso ecc…) e dei servizi quali pulizie piuttosto che mensa ecc…


Senza poter calcolare l’economia che viene messa in ginocchio anche dalla proliferazione di lavoro somministrato a discapito dei posti fissi . Se quest ultimo punto non vi è chiaro , provate solo ad immaginare l’acquisto di un bene mobile o immobile che necessita di prestito o mutuo . Quale istitituto bancario si metterebbe mai a elargire prestiti a lavoratori precari o lavoratori somministrati?
Dulcis in fundo , negli ultimissimi tempi il Cardarelli di Napoli ha bandito un concorso per Infermieri ed Oss. Bhè allora? Direte voi. Finalmente. E invece no. A noi infermieri e operatori sanitari del M.i.c. pare che il Cardarelli abbia “dimenticato” di bandire la mobilità . La legge disciplina infatti la materia concorsi con il decreto legislative del 30 marzo 2001, articolo 30, n° 165 "...Le amministrazioni, prima di procedere all’espletamento di procedure concorsuali, finalizzate alla copertura di posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilità di cui al comma 1..."14

A due anni esatti dalla nascita del M.i.c. & P.s. eccoci ad ingaggiare una nuova battaglia , forti delle nostre precedenti vittorie , non chiediamo l’annullamento del
concorso ma la sospensione , in attesa che si pensi prima alle mobilità e poi ad un nuovo concorso. Snellendo di fatto anche la lunghissima lista di partecipanti, dato che ad oggi stando così la situazione dello scorrimento delle graduatorie di mobilità sono molti i colleghi (come il sottoscritto) che si sono iscritti a questo concorsone. A poco più di un mese dall’espletazione del bando di concorso è stato stupefacente la velocità con cui i vertici del Cardarelli abbiano già siglato un accordo per il canone d’affitto della mostra d’oltremare a Napoli per 130.000 euro15 . Sarà quindi un giudice a decretare la validità o meno dell’espletazione del concorso del cardarelli, nonostante noi come associazione abbiamo chiesto di essere ascoltati dal D.g. , che più che ascoltati ci ha “arronzati” .Si potevano evitare lungaggini burocratiche e dispendio di soldi pubblici che nella nostra regione sono già troppi. In un breve incontro avutosi Lunedì 8 Ottobre 2018 i nostri vertici provavano infatti a far presente questa problematica relativa alla mancata mobilità che dovrebbe precedere un concorso. Di tutta risposta il d.g. rispondeva che avrebbe sopperito a questa carenza chiamando le mobilità volontarie autonome. Ossia quei colleghi che fra una mobilità e un'altra hanno anche inviato le vecchie (ma sempre valide) mobilità volontarie autonome, regolate oggi dall’art.52 del nostro nuovo CnL. Peccato che dopo nemmeno un’ora tale procedura sia stata bloccata, pare direttamente dalla regione. Immaginate lo stato d’animo di chi si è visto recapitare una raccomandata che gli consentiva finalmente di tornare a casa, per poi sentirsi dire :”tutto annullato, errore nostro”. Tutto ciò da parte di un’ azienda pubblica. Come se non bastasse si faceva presente anche che il Cardarelli ha stipulato una convenzione con l’asl Na1 per poter avere 67 infermieri dalla graduatoria di mobilità di quest’ultima azienda16. E che a più di un anno dalla stipula di questa , ancora non si procede alla chiamata di queste 67 unità. Misteri campani ,misteri della sanità campana. Misteri e gestioni che ci appaiono scellerate e dispendiosi a cui ci opponiamo fermamente. E intanto si continua a migrare per cercare lavoro, per cercare cure valide, per cercare tempi d’attesa compatibili con la vita. Perché in Campania invece si muore e si continua a morire di Malasanità. 17
SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE DI MOBILITà
STABILIZZAZIONI DEI PRECARI
CONCORSI
BASTA , BASTA , BASTA LAVORO SOMMINISTRATO
BASTA , BASTA , BASTA A DIRIGENZE SCELLERATE CHE PORTANO SPERPERI DI DENARO
RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA TERRA ED IL NOSTRO DIRITTO ALLA SALUTE

Maurizio Lombardi
Infermiere , membro del M.i.c. & P.s.
 

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