Lutto a Cava, gli studenti del Genoino piangono il professor Esposito

Si è tenuto oggi un incontro con tutte le classi nel campetto di pallavolo dell’istituto, per dedicargli non solo parole, ma anche preghiere

A lutto, stamattina, il liceo scientifico A. Genoino di Cava che stamattina si è colorato di nero per la perdita di uno dei professori più amati dagli studenti, Marco Esposito. “Un amico e poi un prof” ,a detta dei ragazzi, che sono cresciuti con i suoi insegnamenti, scolastici e morali.

Il ricordo

Commozione a scuola, da parte della dirigente Stefania Lombardi e dalvicepreside Paolo Guariglia, assieme al complesso dei docenti: si è  tenuto oggi un incontro con tutte le classi nel campetto di pallavolo dell’istituto, per dedicargli non solo parole, ma anche preghiere. “Ha lasciato il segno in ognuno di noi, dimenticarlo è impossibile”, hanno detto gli studenti.

Sentita, la lettera di un alunna, Chiara:


Salve professore,
lei non mi conosce, o forse sì, non lo so.
So solo che mi sorrideva sempre ogni volta che ci incontravamo per caso in quel grande istituto di cui facciamo parte, ed io ricambiavo il suo sorriso con un sorriso ancor più grande, perché, anche non conoscendomi, lei dedicava un attimo per sorridermi e questo mi rendeva incredibilmente felice ogni volta.
Oggi il nostro liceo si è colorato di nero, prof, e, purtroppo, non era un nero dovuto alle nuvole da lei tanto amate né, tantomeno, c’era qualche ragione anomala che colorava il cielo, era un nero che incupiva i cuori di tutti, per una perdita assai grave.

Penso di non aver mai visto così tanti ragazzi uniti in un unico grande dolore come quello di questa giornata, e sa, professore, quel dolore mi ha fatto comprendere quanto possa essere strana, spiacevole ma allo stesso tempo bella la vita nel suo complesso. In questa giornata ho visto occhi riempirsi di lacrime ad ogni parola pronunciata, ho visto visi disperati cercare ancora il suo volto tra quello dei professori in sala docenti, ho visto così tanti fazzoletti bagnati dal pianto accorato da averne perso il conto, ma, soprattutto, ho visto passare avanti a me persone con il cuore nero, distrutto, gli occhi lucidi, afflitti e le mani tremanti.

Sa, prof, io non la conoscevo, ma avrei desiderato farlo con tutto il cuore, e sa perché? Perché ho visto negli occhi di tutti la luce che avevano parlando di lei, il suo ricordo tra docenti ed alunni è probabilmente il più bello e vivo che ci sia.
Ai ragazzi piace ricordala come il prof amico che si fa i selfie sul cellulare, ai docenti come il collega con il sorriso sempre sul volto e il cuore tra le nuvole del cielo, quel cielo da cui ora ascolta ogni nostra parola.
Magari sto scrivendo per nessuno o magari lei sta leggendo e sta sorridendo come faceva quando ci incontravamo di sfuggita, mi piace pensarla così, posso prof? Posso ricordarla come un professore sorridente e spensierato per i ragazzi? Come uomo forte e preparato praticamente su tutto? Come amante della meteorologia e della chimica? E posso immaginarla tra le sue amate nuvole a studiare noi?

Boss, come la chiamavano i suoi alunni, la ricorderemo come la stella più luminosa in quel cielo che tanto aveva guardato ed amato in questi anni. Il suo ricordo rimarrà sempre inciso in noi e tra le mura del suo liceo
Arrivederci prof
 

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