"Mancato pagamento per la depurazione": chiusa ai visitatori Villa Cimbrone a Ravello

Villa Cimbrone annuncia battaglia legale, ma chiede ai destinatari della missiva un celere intervento al fine di consentire la riapertura del monumento: attualmente non è possibile accogliere i turisti per via del distacco della fornitura idrica

Un episodio che sta destando stupore, a Ravello, in Costiera Amalfitana: come riporta Il Vescovado, l’Ausino, che gestisce i servizi idrici della città della musica, ha tagliato la fornitura idrica a Villa Cimbrone, nei giorni scorsi, a causa del mancato pagamento dei canoni di depurazione. Attraverso una nota indirizzata al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, al Governatore della Camapania Vincenzo De Luca, alla Soprintendente Francesca Casule e al sindaco di Ravello Salvatore Di Martino, la direzione di Villa Cimbrone ha comunicato la chiusura delle visite in seguito al distacco forzato della fornitura idrica.

Parla l'amministratore

Secondo Giorgio Vuilleumier, amministratore unico e rappresentante legale della Villa Cimbrone srl che oltre al parco monumentale di sei ettari, gestisce il noto albergo e ristorante, ritiene l’azione assolutamente illegittima. "Si evidenzia che l’ubicazione della villa, lontana circa un chilometro dalla sede stradale, non la rendono raggiungibile dai mezzi dei Vigili del Fuoco per un eventuale intervento e attualmente, in assenza di allaccio idrico, è in condizione di estremo pericolo", sottolinea Vuilleumier. 

Il contenzioso

Circa il contenzioso, da circa 37mila euro, "nasce giammai dal mancato pagamento dei canoni idrici, tutti regolarmente eseguiti, ma relativamente alle quote dei canoni di depurazione e fantomatici depositi cauzionali che lo stesso Ente, con comportamento illegittimo e fraudolento che rievoca contegni estorsivi di diversa matrice, pretende di riscuotere", si legge su Il Vescovado. Dopo le azioni legali avviate oltre dieci anni fa da numerosi cittadini ravellesi, nel 2015 la voce in bolletta venne addirittura abolita in odore d’inchiesta che nel febbraio 2016 portò al sequestro, da parte della Procura della Repubblica di Salerno, degli impianti di trattamento delle acque reflue da Cetara a Praiano dimostrando che la quasi totalità dei comuni della Costiera (Ravello compresa) non dispone di veri e propri impianti di depurazione. Tra gli indagati il presidente pro tempore Mariano Agrusta, il suo predecessore e alcuni tecnici Ausino.

L'annuncio

In conclusione, Vuilleumier nei confronti della sua azienda un vero e proprio artifizio contabile da parte dell’Ausino che, per recuperare i pagamenti dalla possibile prescrizione, ha riportato i pagamenti da me effettuati con bonifico con esatta imputazione per consumi idrici e fogna salvo depurazione perché non dovuta a copertura delle quote della depurazione dal 2009 al 2015, lasciando apparire come insoluti i pagamenti dei consumi idrici degli ultimi tre anni. Villa Cimbrone annuncia battaglia legale ma chiede ai destinatari della missiva un celere intervento al fine di consentire la riapertura del monumento.

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