Spaccio nell'Irno, dalle intercettazioni le offese ai giudici: "Già scarcerati? Sto tribunale non conta"

I retroscena dell'inchiesta "Phone Turn". Tra gli episodi, i commenti di alcuni indagati sulla scarcerazione di complici. E ancora: il pusher minacciato dalla madre di un assuntore e la droga che diventava "cioccolato"

Nell'indagine condotta dalla procura di Nocera Inferiore su un giro di spaccio tra Valle dell'Irno e Agro, avviata nell'ottobre dello scorso anno e condotta dai carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino, sono documentati numerosi episodi di spaccio di cocaina ed eroina nei comuni salernitani di Mercato San Severino, Castel San Giorgio e Siano.

"Già scarcerati? Tribunale scarso"

Nei cinque mesi di inchiesta, sono stati anche arrestati, in flagranza, sei corrieri che trasportavano stupefacenti suddivisi in dosi sigillate da 50 grammi di cocaina e 110 di eroina. "Ma - ha detto il procuratore capo Antonio Centore - i sequestri non hanno messo in ginocchio i gruppi perche' dopo ogni attivita' di polizia si riprogrammava l'approvvigionamento, a dimostrazione della loro stabilita' economica". Le vendite di dosi avvenivano anche a credito, tanto che un cliente avrebbe contratto un debito da 2.650 euro. I due gruppi, pur 'lavorando' nei medesimi territori, non erano in contrasto tra loro. I militari hanno segnalato al prefetto anche numerosi assuntori di tutte le eta' che, senza alcuna paura di ritorsioni o di perdere il canale di spaccio, hanno fatto i nomi degli spacciatori. "E' molto significativo - spiega Centore - in passato, una cosa del genere non accadeva perche' l'acquirente non accusava il fornitore perche' aveva paura di perdere il riferimento in quel settore. Oggi, ci sono talmente tanti consumatori e talmente tanti spacciatori che questo problema non sussiste piu'". Nelle intercettazioni c'e' anche chi si lamenta di 'scarcerazioni facili' di concorrenti. Questo avverrà dopo la liberazione di due degli attuali indagati, arrestati in flagaranza e poi liberato dopo l'udienza di convalida: "Ti rendi conto? Gia' li hanno scarcerati con 45 grammi. I poliziotti gridavano fuori al tribunale. Un tribunale che non conta niente". "Non vorrei che questo dato che ho dovuto registrare e vi ho voluto riferire possa apparire una critica verso i colleghi giudicanti ai quali e' imposto un certo comportamento dalle normative. Certo e' che sono gli stessi pusher che si sorprendono e sono, a volte, anche contrariati del fatto che la giustizia si dimostri cosi' scarsamente incisiva", sottolinea il procuratore. 

"Basta vendere la droga a mio marito"

Ma nell'indagine capita che uno dei pusher venisse anche minacciato dalla moglie e dalla madre di un assuntore, stanche di vedere l'uomo distruggersi con l'eroina. Così come capita che un pusher si alzi tardi e non risponda alle telefonate degli assuntori. Con tanto di ramanzina del suo "capo: "Ma a te che ti tengo a fare? A guardare le macchine? Ti devo spaccare la testa?". Nei prossimi giorni i 9 indagati compariranno dinanzi al gip del tribunale di Nocera Inferiore per gli interrogatori. L'inchiesta è stata condotta dal sostituto procuratore Roberto Lenza. I canali di rifornimento dei due gruppi erano Castel Volturno e Torre Annunziata. Il più delle volte, lo scambio soldi-dose avveniva all'uscita dell'ingresso autostradale di Mercato San Severino. L'inchiesta è stata ribattezzata "Phone Turn", per il pusher "di turno" che svolgeva servizio per tutti gli assuntori, usando un unico telefono, da dividere con i colleghi a seconda dei turni di lavoro. 

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