Minacce con estorsione ad un imprenditore di Eboli: condannati Maiale e il complice

I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato le condanne infliette in Appello. La vittima, in aula, disse 54 volte di non ricordare nulla sull'accaduto

La Corte di Cassazione conferma le condanne, a tre anni e due mesi per Giovanni Maiale Junior (nipote dello storico boss della Piana del Sele) e Silvio Gerardi, accusati di tentata estorsione ai danni di un imprenditore di Eboli.

L'aggressione e i "non ricordo"

I fatti risalgono all’ottobre del 2013 quando Maiale, Gerardi e un’altra persona (risultata estranea) minacciarono la vittima intimandogli di consegnare loro una motozappa o 15 milioni di lire. Maiale – secondo quanto ricostruito dai carabinieri – era armato, prese a schiaffi l’imprenditore e poi minacciò di farlo sciogliere nell’acido. Quella stessa sera il nipote del boss e il complice vennero fermati ad un posto di blocco mentre erano a bordo di un’auto. E così, nel corso della perquisizione, futuro trovati in possesso di una pistola con tappo rosso e cinque colpi a salve. Nonostante la denuncia sporta subito dopo l’aggressione la vittima, nel corso del processo, ha ripetuto per ben 54 volte di “non ricordare” nulla rispetto all’accaduto. Determinate per gli inquirenti, invece, la testimonianza di un carabiniere che, all’epoca, ebbe modo di ascoltare anche una telefonata fatta dagli imputati proprio all’imprenditore.

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