Natale e Capodanno a Salerno, le disposizioni per la musica: addio alla "disco a cielo aperto"

Nei giorni 22, 23, 24, 30 e 31 dicembre, lo svolgimento dei tradizionali festeggiamenti di bar e locali è consentito dalle ore 12 alle 19, all'interno ed al chiuso, solo mediante musica autoriprodotta. All'esterno, nei dehors, con strumenti acustici non elettrificati

Un momento della conferenza

"Addio alla musica a cielo aperto". Lo dispone l'ordinanza sindacale, in ossequio alla nota della Questura. L’incontro fissato in Sala Giunta con i titolari dei locali della movida (Corso Vittorio Emanuele e relative traverse, piazza Flavio Gioia, piazza Portanova, i Mercanti) e quelli della zona orientale è fissato alle ore 10 ma comincia con oltre un’ora di ritardo. L’attesa trascorre a Palazzo di Città in laborioso silenzio: il tempo tecnico serve a stilare (gli uffici) ed a firmare (il sindaco) l’ordinanza che disciplina la diffusione della musica dentro e fuori i locali cittadini, nei giorni 22, 23, 24, 30 e 31 dicembre 2017. Alberto Di Lorenzo, direttore dell’Ufficio Settore Attività Produttive presenta e poi approfondisce l’ordinanza numero 0217298, protocollata alle ore 10.54. 

L'ordinanza

Vista la nota della Questura, Ufficio di Gabinetto, protocollo 0051902, ritenuta l’occasionalità delle iniziative, l’ordinanza dispone “nei giorni 22,23, 24, 30 e 31 dicembre la diffusione di musica consentita nei pubblici esercizi di somministrazione , cioè bar e similari, dalle ore 12 alle 19 con le seguenti modalità: all’interno ed al chiuso, solo ed esclusivamente mediante diffusione di musica autoriprodotta a mezzo di apparecchio radio, filodiffusione o impianto hi-fi. All’esterno del locale, non dovranno essere collocati diffusori acustici e non dovranno essere diffuse emissioni sonore; all’esterno su area di pertinenza regolarmente autorizzata (cioè dehor) musica diffusa solo ed esclusivamente mediante strumenti acustici non elettrificati. L’attività dovrà essere limitata alla sola area di pertinenza al fine di non ostacolare l’attività di esercizi commerciali limitrofi. Dovrà essere garantito il rispetto dei livelli di emissioni sonore”. 

L'intervento

Prima di entrare nel merito dell’ordinanza, Alberto Di Lorenzo si sofferma sull’incontro svoltosi a Palazzo di Governo. “Nell’incontro svoltosi giorni fa, c’è stato il divieto consigliato o semi imposto dalla Questura che ha notificato la richiesta con la quale suggerisce di non concedere permessi che consentano la diffusione di musica con apparecchiatura elettroacustica. Come sapete – dice Di Lorenzo ai titolari dei locali salernitani – tutto ciò è già vietato. Infatti tutto quello che si è verificato l’anno scorso, è accaduto in aperta violazione, in maniera totalmente abusiva. Abbiamo richiesto e proposto alla Questura una mitigazione del divieto. Vietare tutto, infatti, significa non vietare niente, perché la prima leva dell’abusivismo è il divieto assoluto. Abbiamo suggerito alla Commissione Provinciale per la Sicurezza di concedere comunque un’apertura alla musica nei locali e la nostra proposta è stata valutata favorevolmente, con l’avvertimento che ci saranno controlli più assidui e puntuali sul territorio. L’invito è di rispettare l’ordinanza. Non criminalizziamo la musica che non è in discussione, perché è espressione culturale. In questo momento stiamo condannando le esagerazioni”. 

Le delucidazioni

Interviene Mario Ventura, titolare dell’Emmanuel Cafè e delegato dell’associazione Wave che rappresenta 32 locali salernitani, nel cuore della city. Si rivolge a Di Lorenzo e all’assessore Dario Loffredo e dice: “Non sono mai riuscito ad organizzare musica dal vivo senza amplificazione…”. Di Lorenzo replica: “Capisco, ma tant’è. L’ottimizzazione del suono la comprendo. Fare, però, un brindisi intorno ad un tavolino non significa ascoltare musica ad altissimo volume. Il brindisi può avvenire anche con un professionista che suona in sottofondo il sassofono ed il violino. Dobbiamo guardarci in faccia: la differenza la fa la rotellina che girate”. E la circolare del 1989? La tirano in ballo molti titolari di locali per ricordare che “la legge prevede deroghe nei giorni 24 e 31 dicembre, 15 agosto”. La riposta dell’amministrazione è immediata: “Dagli anni ’90 è cambiato il mondo”. Ecco l'assessore al commercio, Dario Loffredo: "Mi rivolgo ai titolari dei locali, agli imprenditori della movida cittadina: a nostro giudizio, l'ordinanza non è restrittiva ma va nella direzione della musica di qualità e soprattutto si attiene, perché è un obbligo farlo, alle disposizioni della Questura. Fare musica di qualità si può e Salerno - ne siamo convinti - saprà distinguersi., Credo sia il giusto compromesso tra il diritto alla salute e alla sicurezza, garantito alle famiglie, e il diritto a divertirsi ed a far divertire, invocato dai titolari di esercizi commerciali e locali della movida. Dobbiamo tener conto delle misure sulla sicurezza mutate dopo i fatti di Torino ed in generale in virtù delle vicende legate al terrorismo internazionale. Noi vogliamo che sia salvaguardata la splendida tradizione dei festeggiamenti in città e la possibilità che essi siano accompagnati dalla musica, senza però che si sfoci in eccessi che possano compromettere la sicurezza e la tranquillità delle famiglie. La speranza è che si possano vivere giornate di festa all'insegna del sano divertimento".

Gli scenari

Che cosa accadrà concretamente il 24 e il 31 dicembre? All’incontro si sono presentati imprenditori, titolari di attività commerciali, anche dj come Marco Montefusco. Antonio Giordano, direttore dell’Embarcadero, è da poco tornato da un lungo periodo trascorso negli Stati Uniti d’America: “In dieci anni trascorsi lì, mai vista una cosa del genere. Ci sono le regole e vanno rispettate. Chi sbaglia, paga. Non è più semplice procedere così? Inasprire, invece, con misure restrittive, non risolve il problema”. Uno dei titolari dei locali ha chiesto chiarimenti in merito ad un’autorizzazione che aveva già ottenuto, relativa ad un evento organizzato (tributo a Pino Daniele), serata live del 22 dicembre. La risposta: “Fa fede l’ordinanza”. Qualcuno aveva anche ventilato la possibilità di impugnare l’ordinanza al Tribunale Amministrativo Regionale “ma siamo a ridosso degli eventi – è l’opinione diffusa – e non ci sarebbero i tempi tecnici per intervenire”. Molti titolari di attività commerciali pensano di ovviare con casse spia all’esterno dei locali, cioè amplificatori collegati direttamente agli strumenti musicali, quindi non catalogabili come impianti di amplificazione. Il dj? “Lo mettiamo fuori – soluzione tampone - e la cassa va dentro il locale, in diffusione interna, senza sforare i decibel”.


 

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