Nocera Inferiore, sfruttato in un negozio gestito da cinesi: scatta la denuncia

La vicenda prende piede nel 2016, quando il ragazzo - protagonista e vittima di quello che sembra essere sfruttamento sul posto di lavoro - inizia a prestare servizio in qualità di commesso scaffalista nel reparto detersivi, casalinghi, cucina e bagno

Trascina i suoi ex datori di lavoro di nazionalità cinese in tribunale. La storia risale alla fine dell'anno scorso, con una denuncia presentata contro un esercizio commerciale di Nocera Inferiore, gestito da personale cinese. Il denunciante ha invocato anche l’intervento dell’ispettorato del Lavoro. Dalle verifiche svolte, sarebbero "emersi elementi atti a comprovare l’esistenza di un rapporto di lavoro di natura subordinata per il periodo dal 28 giugno 2016 al 21 marzo 2017. A carico del responsabile sono stati emessi verbali di accertamento e notificazione riferiti a violazioni di competenza dell’ispettorato". 

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Zero contributi e licenziamento "a voce"

La vicenda prende piede nel 2016, quando il ragazzo - protagonista e vittima di quello che sembra essere sfruttamento sul posto di lavoro - inizia a prestare servizio in qualità di commesso scaffalista nel reparto detersivi, casalinghi, cucina e bagno. Un lavoro che, secondo la sua testimonianza, lo teneva impegnato dal lunedì al venerdì (dalle 9 alle 13.30 e 15.30-21), il sabato e la domenica (9-13.30 e 15.30-21). La retribuzione ammontava a poco più di 500 euro mensili, con una piccola maggiorazione durante i giorni festivi (circa 10 euro). Secondo la denuncia, non avrebbe mai beneficiato però di indennità di tredicesima, di Tfr e di qualsiasi altro tipo di emolumento previsto dalla legge e dalle disposizioni minime contrattuali. Poi ad ottobre 2017, il giovane fu licenziato a voce dal titolare dell’azienda a causa di una distrazione sul lavoro. Quando si recò al Caf, richiedendo un estratto conto previdenziale, si accorse che da mesi non riceveva il versamento dei contributi Inps. A quel punto ha impugnato il licenziamento orale, giudicato dall'avvocato che assiste l'ex lavoratore come “nullo, illegittimo ed infondato in fatto ed in diritto”. L’udienza davanti al giudice partirà a settembre. 
 

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