Nocera Inferiore, usura a trazione familiare: arrivano le prime condanne

Una rete di presunti usurai, con a capo l’ex esponente della Nco, Macario Mariniello. Due giorni fa, il gup ha accolto le richieste della Dda di Salerno, condannando tre persone appartenenti alla famiglia dell'ex capozona a Nocera Inferiore

Una rete di presunti usurai, con a capo l’ex esponente della Nco, Macario Mariniello. Arrivano le prime condanne. Due giorni fa, il gup Giovanna Pacifico ha accolto le richieste della Dda di Salerno, condannando tre persone appartenenti alla famiglia dell'ex capozona a Nocera Inferiore, per conto della Nco, Macario Mariniello

Le condanne

Attraverso rito abbreviato, sono stati condannati Maria Teresa Pellegrino, moglie di Mariniello, a 6 anni e 8 mesi di reclusione; 7 anni per Gaetano Pellegrino e 7 anni e 2 mesi per il fratello Maurizio. Il resto degli imputati, almeno 14, vanno a processo, con inizio del dibattimento per il prossimo 19 novembre. Gli imputati erano difesi dall'avvocato Gregorio Sorrento. Un altro imputato, C.A. , ha patteggiato una pena di 1 anno e 8 mesi. La maxi inchiesta condotta dal sostituto procuratore Vincenzo Senatore muove contestazioni quali usura ed estorsione, aggravate dal metodo mafioso. Poi c’è il secondo troncone, quello di chi avrebbe mentito in fase d’indagine, con false dichiarazioni rese agli inquirenti. In sostanza, chi fu sentito avrebbe negato di essersi rivolto ad alcuni degli attuali indagati per ottenere prestiti con tassi usurai oltre le soglie consentite (prestiti dati al 6% di interesse al mese, con ricapitalizzazione mensile, che finiva per superare un tasso dell’800% annuo). Al centro dell’inchiesta la famiglia di Macario Mariniello, con la moglie e i fratelli di quest’ultima. Poi c’è una delle vittima del giro di usura a trazione familiare, Vincenzo Del Grande, a sua volta diventato usuraio. L’accusa per lui è la medesima. 

L'indagine

Il periodo nel quale la Dda colloca i fatti va dal maggio 2016 al febbraio 2018, con il sequestro in una fase iniziale di documentazione costituita da più quaderni con appunti manoscritti, dove erano riportati nomi ed indicazioni con cifre al loro fianco. Un libro mastro, sequestrato insieme a buoni fruttiferi postali, assegni bancari, cambiali per un valore di oltre 300mila euro e denaro contante per 62mila euro. Tutto ritenuto frutto di un’attività illecita riconducibile a Macario Mariniello. A lui vengono contestati metodi spesso violenti per il recupero dei crediti. La vittima, in questo caso, Del Grande, senza una propria capacità economica, si sarebbe avvalso delle somme ricevute in prestito da terzi per operare a sua volta un’attività bancaria illecita e di prestito. Nell’inchiesta fu coinvolto, seppur per accuse diverse, anche il fratello di Macario, Giuseppe Mariniello, che per evitare una misura di prevenzione, avrebbe intestato fittiziamente una quota alla compagna convivente. La società era la Nocerina Calcestruzzi.  

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