Nocera Inferiore, stipendi "gonfiati" e turni "illegittimi": indagati tre medici

Attività professionali svolte in modo illegittimo, autocertificazioni false e buste paga gonfiate. Con le accuse di truffa e falso ideologico la Procura di Nocera Inferiore ha concluso le indagini su tre persone, due infermieri ed un medico

Attività professionali svolte in modo illegittimo, autocertificazioni false e buste paga gonfiate. Con le accuse di truffa e falso ideologico la Procura di Nocera Inferiore ha concluso le indagini su tre persone, due infermieri ed un medico. Tutti in servizio presso l’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Gli accertamenti congiunti dei carabinieri del Nas di Salerno e della Guardia di Finanza di Nocera abbracciano un periodo di circa 10 anni, dal 2003 al 2013.

Straordinari "gonfiati" 

Con le accuse mosse ai singoli indagati per modi e tempi diversi. Le persone coinvolte sono il medico radiologo V.C. e gli infermieri G.C. , ex assessore a Pontecagnano e A.E.C. Il primo risponde di truffa, perché avrebbe percepito ingiustamente una cifra di 273mila euro. Attraverso «raggiri e artifici» avrebbe svolto attività professionale anche presso gli ospedali di Sapri, Eboli, Oliveto Citro e Cava Castiglione dopo lo scioglimento delle ex Asl Sa 1,2 e 3 e la fusione nell’unica Asl di Salerno. Tutto questo, come medico radiologo presso l’Umberto I di Nocera. La procura gli contesta la durata effettiva dell’attività lavorativa. Il secondo, in qualità di collaboratore professionale sanitario-infermiere presso l’Unità semplice di Emodinamica di Nocera, avrebbe ottenuto 35mila euro in più non dovuti. Anche qui l’Asl gli avrebbe liquidato quei soldi grazie a delle false autocertificazioni che l’uomo avrebbe presentato per conto del Comune di Pontecagnano. Dove svolgeva il ruolo di assessore.  Lo stesso avrebbe fatto il terzo, infermiere presso l’Umberto I di Nocera. Anche lui, attraverso false autocertificazioni, avrebbe indotto in errore il primario di reparto, procurandosi un vantaggio patrimoniale di 18mila euro circa. Soldi indebitamente percepiti e legati alla durata effettiva della propria attività lavorativa. Nel primo caso, il periodo di riferimento va dal 2012 al 2014; nel secondo dal 2009 al 2013 e l’ultimo, dal 2003 al 2013. L’indagine è stata chiusa dal sostituto procuratore Viviana Vessa, con il lavoro di incrocio dati e verifiche effettuato dai Nas di Salerno prima e dalla Guardia di Finanza poi. Per tutti e tre vi è l’aggravante di abuso di prestazione d’opera, e cioè l’essersi serviti di quei rapporti fiduciari con i propri superiori, al fine di commettere l’illecito e certificare false ore di straordinario.

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