Pazienti nei corridoi dei reparti: disagi all'ospedale Umberto I

L'assenza di posti letto e il personale insufficiente ripresentano i disagi delle settimane scorse. A Malattie Infettive diversi pazienti costretti a essere curati nei corridoi. Tempo prima, era toccato a Medicina e Neurologia

A distanza di solo pochi mesi i reparti dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore tornano a ingolfarsi, con pazienti costretti a essere parcheggiati nei corridoi. E’ il caso di Malattie infettive, che già a gennaio dovette fare i conti con un esubero di pazienti, la cui problematica si è ora ripresentata giorni fa. Gli ammalati sono stati sistemati a ridosso delle pareti, con una tenda a preservare quel minimo di privacy tra l’uno e l’altro. Qualcuno si era fatto portare anche le lenzuola da casa. La situazione è esplosiva perché solo di recente, la medesima difficoltà era evidente anche nei reparti di Medicina e Neurologia, con lettighe utilizzate per sostituire i posti letto. La circostanza fu oggetto anche di una denuncia dei sindacati in Procura. Una "soluzione" che da provvisoria diventa quasi sempre definitiva, in attesa che si liberi un posto letto in reparto. Una difficoltà che vive anche lo stesso personale, sottodimensionato - come testimoniò un avviso affisso nel reparto di Medicina settimane fa - costretto a lavorare con un numero di utenza maggiore rispetto a quello da gestire.

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Spesso infatti si chiede un aiuto materiale ad unità operative assegnate ad altri reparti. La genesi del problema, ad ascoltare anche infermieri e medici, è il numero sproporzionato di pazienti che giunge dal comprensorio. «Oramai da Napoli alla provincia di Salerno - dice un infermiere – l’ospedale di riferimento è quello di Nocera Inferiore». A complicare il tutto l’assenza di turnover e assunzioni, che non compensa il numero di ricoverati. Il problema è infatti evidente sin dall’ingresso in pronto soccorso, dove si lavora con ben nove unità in meno rispetto alle esigenze di base. Da quando il pronto intervento dell’ospedale "Mauro Scarlato" a Scafati è stato chiuso, il presidio nocerino registra almeno 200 prestazioni al giorno. Il che porta ad una tensione maggiore e ad un uso delle energie nervose precario, che spesso sfocia in problemi con la stessa utenza, interessata ad un’assistenza immediata nonostante il caos. E con l’arrivo dell’estate, dicono gli addetti, la gestione dei pazienti rischia di scoppiare.   

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