Distretto Nocera-Gragnano, assunzioni e consulenze "fuori legge": in 5 a giudizio

L’impianto accusatorio contesta un uso "non istituzionale" di soldi pubblici, assunzioni e consulenze concesse senza il rispetto della legge

L’inchiesta sul Distretto Nocera-Gragnano finisce con il rinvio a giudizio per cinque persone, al termine dell'udienza preliminare dinanzi al gup. Le accuse per tutti sono di abuso d'ufficio, ma anche di peculato per l'ex presidente. L’impianto accusatorio messo insieme dal sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti, con le indagini condotte dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria agli ordini del luogotenente Alberto Mancusi, contesta un uso "non istituzionale" di soldi pubblici, assunzioni e consulenze concesse senza il rispetto della legge.

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Le accuse

Per l'abuso d'ufficio, la procura richiama nelle imputazioni due assunzioni e una consulenza esterna che sarebbero state definite in violazione dei «principi di buon andamento e di imparzialità» che regolano le leggi sui Distretti Industriali. Nel dettaglio i reati sono associati a due assunzioni e ad una collaborazione esterna. Nel primo caso il danno erariale viene quantificato in 6000 euro, il secondo in 952 euro e il terzo, infine, in 3000. Per la Procura non vi era necessità di assumere personale, né sarebbero risultate tracce di attività lavorative svolte, nonostante l’elargizione di compensi. L'ex presidente risponde anche di peculato, perché nell’avere disponibilità di fondi pubblici erogati dalla Provincia di Salerno, li avrebbe utilizzati per scopi personali e non istituzionali. Si parla dunque di un uso non consentito del conto corrente che aveva accesso presso la Banca della Campania di Roccapiemonte e della carta di credito. Il processo partirà il prossimo giugno.

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