Nocera Inferiore, il retroscena dietro gli spari in centro: la vendita di due biciclette

La circostanza raccontata da Moreno Caputo al giudice, durante l'interrogatorio di garanzia. Per lui confermata la misura in carcere e l'ipotesi di un debito non saldato tra lui e la vittima, accusata di averlo perseguitato fino al giorno prima dei fatti

Pare che il debito tra Caputo e quel fioraio fosse legato alla vendita di due biciclette. Rubate. Questa è la nuova ipotesi dietro l'episodio di venerdì scorso, stando a quanto riferito dal 34enne originario di Pagani, autore della sparatoria in centro, per il quale il gip Paolo Valiante ha confermato la misura in carcere dopo l'interrogatorio di garanzia tenuto ieri pomeriggio. L'uomo ha spiegato che quel commerciante pretendeva una somma di denaro, a sua volta legata alla vendita di due biciclette, che lui però pare avesse già pagato. Le insistenze e l'atteggiamento aggressivo di F.C. lo avrebbero spinto all'esasperazione, con la decisione di acquistare una pistola a Napoli - da un extracomunitario - e poi impugnarla per sparargli tre proiettili dopo l'ennesimo litigio. Al gip, Caputo - difeso dall'avvocato Giuseppe Buongiorno - ha ribadito che non voleva ucciderlo. Aggiungendo però che il clima tra i due si era fatto pesante. Ultimo, un tentativo di aggressione da parte di quel fioraio, armato di mazza. Un'ipotesi tutt'ora al vaglio della Procura

Dopo i fatti, la vittima era stata sentita in commissariato, spiegando che il tutto fosse legato ad un debito non saldato del tutto con il 34enne. Venerdì scorso, intorno alle 17.00, all'esterno del bar Roma l'ennesimo litigio. Con Caputo a impugnare una pistola e sparare verso il fioraio tre colpi, tra piazza Guerritore e via Dentice. E l'altro, a rispondere con un lancio di sassi. In serata, l'uomo si era poi costituito ai carabinieri di Angri, in compagnia del suo legale. Il giudice ha deciso di convalidare per lui la misura in carcere, vista la pericolosità di quanto commesso alla presenza di tante persone. Oltre all'accusa di porto abusivo d'armi, rischia anche un'incriminazione per tentato omicidio.