Terrorismo, il procuratore nazionale De Raho: "Isis sconfitto, ma pericolo sono lupi solitari"

L'intervento del numero uno dell'Antimafia al 'Premio Civitas in Europa', celebrato questa mattina nell'aula bunker del tribunale di Nocera Inferiore

"Il pericolo, oggi, proviene dai cosiddetti 'lupi solitari', quei combattenti che, singolarmente, sono auto-addestrati e sono pronti a entrare in campo". Lo sottolinea, parlando delle fasi successive alla sconfitta dello Stato Islamico, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, intervenendo al 'Premio Civitas in Europa' all'aula bunker del tribunale di Nocera Inferiore.

"Isis sconfitto, ma rischio da lupi solitari"

Per il procuratore della Dna, "siamo stati, negli ultimi anni, fortemente a rischio per il terrorismo internazionale" perche' ricorda che "l'Isis ha portato avanti azioni di terrore e gravi attentati che hanno determinato la morte di centinaia e centinaia di persone in Europa". "Fortunatamente, in Italia, non e' avvenuto nulla", aggiunge. Il procuratore nazionale pone l'accento, poi, sulle "migliaia di cittadini francesi, tedeschi, che sono partiti per partecipare a quella guerra che, in Europa, era una proiezione di odio attraverso attentati", e chiarisce come anche "italiani hanno partecipato purtroppo, ma in numero molto piu' ridotto, non arrivando a 150. "Circa una cinquantina sono stati uccisi e un altro centinaio, forse, rientrera' - aggiunge - sei li abbiamo detenuti, attualmente, nei campi siriani, laddove l'Isis e' stata sconfitta. Quello che era il viaggio che prima facevano i combattenti stranieri, i 'foreign fighters', via via e' diventato un viaggio di ritorno sul quale ancora c'e' grandissima attenzione". Il fatto che l'Italia non sia stata colpita da gravi attentati, rimarca, "e' il frutto dell'impegno della polizia giudiziaria altamente specializzata e della magistratura. Un impegno forte, costante che ha consentito, ogni qual volta ci fosse stato il minimo timore di azioni, di prevenirle". Nel suo intervento, Cafiero de Raho racconta ai numerosi studenti la storia recente dello Stato islamico che, "nel 2014, inizia a portare avanti la guerra del Califfato che voleva espandersi in tutto il mondo. Dal 2014 al 2016, in tanti sono partiti dall'Europa per partecipare a quella guerra per essere reclutati nell'ambito dell'Isis e hanno combattuto". Ora lo Stato islamico, conclude, "si puo' dire che e' stato sconfitto, ha perso oramai tutte le proprie postazioni", ma c'e' il rischio di azioni solitarie alimentate da una piu' difficile capacita' di intercettare i 'lupi solitari' che, prima, non c'erano perche' "esisteva una rete che poteva essere piu' facilmente intercettata, e tanti sono stati gli arresti eseguiti in Italia". 

Il traffico di droga

Il capo della Dna si è soffermato a parlare anche dello spaccio e del rapporto tra le diverse organizzazioni criminali: "'Ndrangheta, camorra, Cosa nostra, spesso gestiscono il traffico di sostanze stupefacenti insieme, pro quota. A volte, comprano partite di tonnellate che, poi, dividono in percentuale tra di loro, quasi come se l'acquisto all'ingrosso consentisse l'abbattimento dei costi". "D'altro canto - aggiunge il capo della Dna - che le organizzazioni criminali comincino a lavorare insieme lo si rileva non solo nelle attivita' criminose, ma nelle stesse attività di reinvestimento, di reimpiego di denaro che proviene dall'attività criminosa". Cafiero de Raho sottolinea che "il lavoro di contrasto al traffico internazionale di stupefacenti è enorme" e che "c'è un ritorno all'eroina, ma la cocaina è lo stupefacente molto più diffuso e consente ai trafficanti un guadagno enorme". "Basti pensare alle tonnellate di cocaina che si stanno sequestrando su tutta la fascia tirrenica - esemplifica - di volta in volta la droga viene scaricata non più solo a Gioia Tauro, ma anche a Livorno, a Genova, in Spagna, come a Napoli e a Salerno". Per il procuratore, "il circuito che viene seguito dai trafficanti di droga si amplia sempre più proprio per sottrarsi ai controlli". E chiarisce: "Laddove i controlli sono piu' intensi, è la che i trafficanti pensano di cambiare rotta; quindi, di volta in volta, ci sono porti che vengono utilizzati di meno, ma basta calare il livello di attenzione perché quei porti tornino a essere luoghi di approdo". Prima di lasciare l'aula bunker del tribunale nocerino, Cafiero de Raho, parlando dei Comuni sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata, evidenzia la necessita' di "cominciare a ripensare anche a divieti di ineleggibilità o almeno delle sospensioni per coloro che sono stati coinvolti in amministrazioni sciolte per infiltrazioni camorristiche o mafiose". E' netto quando pone l'accento sul fatto che, "molto spesso, il commissariamento non basta" perchè "ridotto nel tempo", mentre "il territorio che ha determinato il condizionamento è restato, nella propria componente camorristica, immutato o lievemente toccato dalle attività di contrasto". A suo giudizio, si dovrebbero valutare "periodi di accompagnamento delle amministrazioni". Questo "non significa voler mettere in discussione la democrazia risultato cui aspirare sempre, ma impedire che si ripetano situazioni di condizionamento come quelle che hanno determinato lo scioglimento. In tanti territori che uno scioglimento consente all'amministrazione locale dopo il commissariamento di riprendere la gestione, ma spesso si ricade, a distanza di pochi anni, in un secondo scioglimento. Ci sono luoghi che ne hanno avuti quattro scioglimenti. Forse qualcosa in più per seguire l'andamento delle amministrazioni locali è necessario"

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