Omaggio a Luca De Filippo il 18 agosto a Conca dei Marini con “Le voci di dentro”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Sarà il meraviglioso scenario del Teatro all'aperto di Conca dei Marini ad ospitare l'omaggio a Luca De Filippo, protagonista di successo del nostro teatro nazionale ed erede dell'Arte paterna del grande Eduardo. Giovedì 18 agosto verrà infatti messa in scena "Le voci di dentro", capolavoro della drammaturgia eduardiana in tre atti (inizio ore 21.00, ingresso libero), per commemorare l'attore prematuramente scomparso lo scorso novembre. Lo spettacolo, patrocinato dal Comune e dalla Pro Loco, sarà curato dalla Compagnia del "Teatro Instabile" di Valdobbiadene, amena cittadina del trevigiano e patria del Prosecco da dove, 6 anni fa, è partita la sfida di Maurizio Rugiero, insegnante originario di Minori, di creare una compagnia studentesca che mettesse in scena le più importanti opere di Eduardo De Filippo.

"La Compagnia del Teatro Instabile- dice l'eclettico insegnante minorese- nasce nel 2010 all'interno dell' Istituto superiore G. Verdi di Valdobbiadene. Partecipa a eventi e rassegne teatrali da diversi anni con notevole consenso di pubblico. Tra i testi messi in scena ricordo: "Natale in casa Cupiello", "Questi fantasmi", "Non ti pago", "Le voci di dentro" ( ultimo lavoro) di Eduardo e "L'Avaro" di Moliere. Dal 2011 ci esibiamo sui palcoscenici della Costiera Amalfitana nel periodo estivo organizzando il "Tour Terre amiche", con l'obiettivo di unire la Divina e le bellissime colline del Prosecco in un gemellaggio culturale giunto ormai alla sesta edizione. La tournée di quest'anno è dedicata a Luca De Filippo con "Le voci di dentro", testo impegnativo di cui Luca è stato protagonista sulla scena, sia accanto ad Eduardo che con la sua Compagnia".

Una serata, dunque, alla quale non potranno mancare gli amanti del teatro colto e raffinato.

La commedia

Scritta nel 1948 da Eduardo al tempo record di 7 giorni per onorare un contratto con il Teatro Nuovo di Milano, "Le voci di dentro" fa parte della "Cantata dei giorni dispari", raccolta che contiene tutte le opere del drammaturgo napoletano a partire dal secondo dopoguerra, in cui si accentua l'interesse dell'autore per i temi sociali, e l'umorismo che aveva caratterizzato la sua produzione giovanile lascia il posto a riflessioni sempre più amare.

Le voci di dentro sono le voci della coscienza, spesso inascoltate, che soffochiamo nei timori e nelle ansie, nell'ipocrisia dei rapporti familiari e delle convenzioni sociali, ma che sono destinate, prima o poi, a venire fuori con drammatica irruenza. Proprio una di queste voci spinge Alberto Saporito, il protagonista della commedia, ad accusare i propri vicini di casa, la famiglia Cimmaruta, dell'assassinio del suo amico Aniello Amitrano. Ma, al momento di presentare le prove, viene assalito da un dubbio atroce: il delitto è avvenuto davvero, o si è trattato solo di un sogno? A rendere verosimile l'accaduto sono le accuse reciproche all'interno della famiglia Cimmaruta: il marito contro la moglie, il nipote contro la zia, ciascuno è disposto ad accusare l'altro per salvare se stesso e mettere in atto la propria vendetta contro l'odiato familiare, mentre il fratello di Alberto, Carlo, dopo essere stato in un primo momento suo complice, è pronto a tradirlo per impossessarsi dei miseri averi di famiglia. Il mistero si infittisce nel momento in cui la moglie della presunta vittima denuncia la scomparsa da casa del marito. A questo punto i Cimmaruta invitano Alberto Saporito per una gita fuori porta, che ha tutta l'aria di un tentativo di liberarsi dello scomodo accusatore di un omicidio che forse non è mai avvenuto. Vittima di questo paradossale equivoco è in realtà la stima, la fiducia reciproca che dovrebbe essere alla base dei rapporti umani, e che invece viene assassinata ogni giorno dalla falsità, dai rancori personali, dalla disponibilità ad accettare continui compromessi con la coscienza e ad accettare il male, diventandone in qualche modo complici.

"Commedia truce, paurosa e disperata, quanto nessun' altra che avesse scritto prima; una commedia nera"(M.Giammusso), dove ancora una volta entra in gioco il sogno, quello di Aberto di Saporito, che esprime una realtà che è più vera di quella che appare. Il sogno altro non è che la metafora del teatro stesso, quale strumento per rappresentare e denunciare quelle verità che la società finge di non vedere perché eternamente imbrigliata nell'ipocrisia e nel perbenismo. L'alternativa è il silenzio, il rifiuto di dialogare con un mondo sempre più corrotto e disgregato, il farsi disillusi spettatori del dramma delle miserie umane, atteggiamento rappresentato dal personaggio di Zi' Nicola, alter ego del protagonista, che ha saggiamente deciso di chiudersi in un assoluto mutismo, limitandosi a comunicare con il nipote Alberto attraverso un personale codice fatto di mortaretti e bengala. Ma nel silenzio, a poco a poco, la coscienza muore…

Andata in scena per la prima volta al Teatro Nuovo di Milano l'11 dicembre del 1948, "Le voci di dentro venne ripresa più volte nelle stagioni successive, diventando uno dei testi di maggior successo del Teatro di Eduardo. Di essa vennero realizzate due edizioni televisive per la Rai, una nel 1962 in bianco e nero, andata perduta, e una nel 1978 a colori, con Eduardo e Luca De Filippo, Pupella Maggio e Ugo D'Alessio. Dopo la morte di Eduardo è stata portata in scena dal 2006 al 2008 dalla Compagnia di Luca De Filippo, per la regia di Francesco Rosi.

Nel 2013 viene riportata in scena dal Premio Oscar Toni Servillo, vincendo il premio "Le Maschere del Teatro Italiano" nelle categorie "miglior spettacolo in prosa" "miglior regia" e "miglior attore protagonista". Lo stesso spettacolo, portato in tournée da Servillo con grande successo, viene trasmesso in diretta dal Teatro San Ferdinando di Napoli il 2 novembre 2014 su Rai 1 per celebrare il trentesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo, per la regia televisiva di Paolo Sorrentino.

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