Omicidio alle Fornelle: Tura De Marco ucciso dal fidanzato della figlia

Il giovane, L.G di 22 anni, ha confessato ai carabinieri di aver ucciso il sessantenne dopo l'ennesima lite avvenuta all'interno dell'appartamento situato nel centro storico di Salerno. Ora è rinchiuso nel carcere di Fuorni con l'accusa di omicidio

La vittima - foto Facebook

E’ stata ricostruita l’esatta dinamica della morte di Eugenio Tura De Marco, 60 anni, avvenuta in Piazza D’Aiello, nel quartiere Fornelle di Salerno. E la pista che ora seguono gli inquirenti è quella dell’omicidio.  Ieri sera, infatti, la figlia dell’uomo Daniela, intorno alle 19.40, ha chiamato i carabinieri perché, nonostante ci fosse la luce accesa all’interno della sua abitazione, il padre non rispondeva né al citofono né ai diversi messaggi che lei gli aveva inviato su "whatsapp". Per questo, in pochi minuti, è giunta sul posto una pattuglia dei militari dell’Arma che ha constatato la veridicità dei fatti descritti dalla ragazza. E mentre loro tentavano di forzare la porta di ingresso la giovane, dopo essere salita su una grata presente sotto una finestra, ne ha rotto il vetro riuscendo ad entrare in casa. A quel punto ha aperto ai militari che, una volta entrati nell’alloggio hanno trovato l’uomo riverso, privo di vita, nei pressi della porta di ingresso del soggiorno

Vista la situazione i carabinieri hanno allertato il personale del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale, la Sezione Investigazioni Scientifiche dello stesso reparto e il pm di turno presso la Procura di Salerno. Il sopralluogo, successivamente, ha consentito di contestualizzare ed analizzare l’ambiente della casa: il poco sangue presente vicino al cadavere ha fatto inizialmente ipotizzare la compatibilità del decesso con un malore improvviso e una conseguente caduta, in cui l’uomo avrebbe sbattuto il capo sullo stipite della porta del soggiorno. Ma il medico legale, dopo aver svolto l’ispezione esterna del cadavere, ha rilevato due profonde ferite da taglio, al torace e sul dorso, con significativi versamenti ematici di cui erano intrisi gli abiti indossati dalla vittima. 

Dunque, nessun incidente domestico ma bensì un omicidio vero e proprio. Dopo la scoperta del motivo del decesso il fidanzato della figlia di Eugenio Tura De Marco, L. G,  di 22 anni, ha accusato un improvviso malore, che lo ha costretto a ricorrere alle cure sanitarie presso il pronto soccorso dell’ospedale Ruggi d’Aragona. Tirato in ballo come persona informata sui fatti quest’ultimo ha fornito una versione della propria presenza durante la giornata presso la casa della vittima che, date le circostanze di tempo e altri riscontri raccolti dagli inquirenti, è subito apparsa non convincente. Sui suoi abiti, infatti, sono state rilevate evidenti tracce ematiche, compatibili con l’azione delittuosa e gli stessi sono stati pertanto sottoposti a sequestro .Tale circostanza ha consentito agli inquirenti di chiudere il cerchio e di arrestare, con l’accusa di omicidio volontario il ragazzo.

A seguito dell’avvenuto fermo, il giovane ha reso piena confessione, confermando la ricostruzione dei fatti secondo la quale lui si era recato presso l’abitazione della vittima e, al termine dell’ennesima discussione, lo ha colpito mortalmente al torace e alla schiena con due fendenti. Il ragazzo ha anche specificato che l’omicidio è maturato per motivi dovuti a forti contrasti personali e caratteriali sorti da tempo con la vittima. Dopo le formalità di rito, quindi, il 22enne è stato condotto alla casa circondariale di Salerno, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Intanto nel pomeriggio di oggi gli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri di Salerno e della sezione investigazioni scientifiche, unitamente al magistrato di turno, si recheranno nuovamente sul luogo dell'omicidio per verificare alcuni elementi emersi nel corso degli interrogatori svolti nel corso della scorsa notte. 

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