"Corteggiamento subdolo e incessante", la "condanna" per un maestro di musica

Sono pubbliche le motivazioni della condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione, per violenza sessuale (mai consumata), per un uomo di 62 anni, maestro di musica popolare di Pagani. Le vittime due sue allieve, minorenni

«Le vittime hanno portato con coraggio e determinazione alla luce i fatti, in riferimento alla sistematica attività di subdola persuasione e pressione psicologica attraverso l’invio di numerosi messaggi a contenuto amoroso-sessuale, piccoli regali e scene di gelosia». Sono queste le motivazioni della condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione, per violenza sessuale (mai consumata), per un uomo di 62 anni, maestro di musica popolare di Pagani. Nella sentenza che i giudici del collegio del tribunale di Nocera Inferiore hanno depositato da qualche settimana, vengono analizzati gli approcci dell’imputato, concretizzati attraverso messaggi a sfondo sessuale che venivano inviati a due delle sue allieve. Le ragazzine, di 11 e 12 anni, durante il processo «hanno esposto i fatti con una lucidità superiore alla loro età, pur mostrando imbarazzo, disagio e vergogna.

I messaggi "proibiti"

Erano legati al maestro da sincero affetto, per l’amore forte per la danza che insegnava». Durante il dibattimento, le due hanno confermato tutte le accuse nei riguardi del loro insegnante, pur tra singhiozzi e pianti sentiti. L'indagine, "nata casualmente", partì con una denuncia della madre di una delle due vittime, che si accorse delle conversazioni "a sfondo sessuale" che l'uomo intratteneva con la figlia. In un'occasione, per capire a fondo quei comportamenti, si sostituì alla figlia nelle chat. «La scelta di dover custodire un segreto più grande della loro età anagrafica e di tacere anche con i genitori, ha determinato uno stato di scompenso emotivo di non indifferente sulla loro psiche». Era l'estate del 2016. Il presidente Francesco Paolo Rossetti e il giudice a latere Anna Allegro entrano nel vivo del ragionamento: «Le vittime volevano ripristinare il normale ruolo maestro-allieva, ma l’attività dell'imputato fu inquietante, con allusioni a rapporti di natura sessuale. Una condotta petulante e insistente di corteggiamento per avere contatti di natura sessuale e soddisfare le proprie inclinazioni. Ha indotto le minori ad atti sessuali pur non conseguendo l’intento ed ha approfittato delle condizioni di inferiorità psichica delle allieve». Prima della sentenza, il 62enne si disse pentito dell'inivio di quei messaggi, ma le sue scuse per i giudici furono «tardive, quando oramai il quadro probatorio era già segnato». La difesa, rappresentata dall'avvocato Antonello Coppola, prepara il ricorso in Appello.

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